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giovedì 30 luglio 2015

INTERVISTA DEL BLOG VALTUBO ALL’ASSESSORE ROCCHI SULLA TARI A CHIANCIANO TERME

Assessore Damiano Rocchi Puntoeacapo foto fonte FB
Da un incontro con il blog Valtubo, l’Assessore Damiano Rocchi risponde per chiarire i dati, in parte non corretti, esposti dalla Nazione sulla ripartizione e costi della TARI a Chianciano Terme.

D: Nel blog c’è molto fermento riguardo le bollette della TARI 2015 cosa vogliamo dire?

R: Innanzitutto è importante fare due premesse. La prima relativa al fatto che i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti afferenti al Comune di Chianciano Terme e di cui al PEF 2015 non hanno globalmente subito significative variazioni rispetto all'anno precedente e la seconda che è comunque indubbia la necessità di lavorare a livello di ambito affinché tali costi totali vengano ridotti, cosa che sarà possibile esclusivamente mediante il raggiungimento di una diversa gestione del sistema rifiuti.
E’ palese che sia estremamente necessario abbattere i costi totali, cosa questa possibile esclusivamente rivedendo globalmente il sistema di gestione del rifiuto ed a tal riguardo ricordo che dal prossimo anno (presumibilmente secondo semestre) grazie ad una nostra richiesta che ha trovato sponda anche nei Comuni del nostro comprensorio, su tutto il territorio dell'Unione dei Comuni sarà attivato un servizio di raccolta Porta a Porta che, anche grazie alla contestuale riapertura del Centro di Raccolta in Loc. Cavernano, ci permetterà di raggiungere quelle % di RD che poi ci permetteranno anche di poter applicare una tariffazione puntuale.
Metteremo il nostro massimo impegno in sede di ATS (dove partecipiamo insieme ad altri 107 comuni e come singolo Comune di Chianciano Terme pesiamo solamente lo 0,54%) affinché i costi debbano essere diminuiti, ma di fondamentale importanza sarà fare 'massa critica' e crediamo che la strada intrapresa con i 9 Comuni facenti parte dell'Unione dei Comuni ai quali corrisponde un popolazione di oltre 60.000 cittadini, possa essere quella giusta.
Detto ciò quindi quello che è importante comprendere è che la manovra eseguita non ha incrementato i costi ma ha riequilibrato tra utenze domestiche e non domestiche e soprattutto in nome del principio dell'equità quei costi che fino al 2014 sono stati per diversificati motivi non equamente ripartiti in funzione di quella che è la produzione di rifiuti 'reale' a carico di tali utenze.

D: Ma la gente si lamenta degli aumenti in bolletta…

R: Siamo consapevoli che per le utenze domestiche trovarsi un aumento sostanziale della bolletta non sia cosa piacevole, ma se da un lato deve esserci la consapevolezza che finora le utenze non domestiche hanno pagato iniquamente il servizio, dall'altro deve esserci anche la consapevolezza che l'aver perseverato su tale linea avrebbe fatto si di continuare ad alimentare un circolo vizioso (e non virtuoso) ed a minare pericolosamente sia il tessuto economico chiancianese che indirettamente il bilancio comunale, il quale deve sopperire ai comunque già fin troppo elevati mancati incassi a carico delle utenze non domestiche.
Ed a tale proposito contestualmente abbiamo dato seguito ad un'attività di recupero dell'imposta non riscossa (anno 2013 e 2014) con possibilità di garantire, mediante una rateizzazione chi si trova in difficoltà economiche, il recupero di quegli importi che ove non riscossi non fanno che aumentare la tariffa in danno di chi fino ad oggi ha sempre pagato anche se con enormi sacrifici.
Quella che è stata fatta quindi è una manovra volta all'ottenimento di una TARI più correlata alla produzione specifica di rifiuto e meno dipendente (negli importi) alla dimensione delle unità servite e più funzione dei componenti del nucleo familiare nel caso delle singole utenze domestiche e delle presenze turistiche nel caso della totalità delle utenze non domestiche.
Ci teniamo inoltre a comunicare che tale ‘manovra’ contempla anche l’inserimento e modifica dell’entità di alcune agevolazioni, quali ad esempio innalzamento del limite superiore della fascia ISEE (da 8.000 a 12.000 euro annue) che consentano di ottenere riduzioni di costi sulla parte variabile della tariffa.
Manovre simili, benché dolorose, sono già state eseguite nel corso del tempo da realtà limitrofe e simili, ed assodato quindi che non era più possibile ignorare questa iniqua ripartizione dei costi come A.C.  vorremmo condurre tutti gli utenti anche a riflettere sul fatto che l’adeguamento, anche se annualmente consistente, va analizzato in termini di costo giornaliero pro-capite corrisposto.

D: Cosa è cambiato nella ripartizione della TARI  a Chianciano?

R: A Chianciano si producono mediamente 5000 tonnellate di rifiuti di cui circa 1500 t a carico delle attività turistico/ricettive, 3000 t dalle utenze domestiche ed le restanti 500 t dalle altre attività non domestiche. Il PEF per il 2015 è di circa 2.235.000 euro, ovvero una media di circa 0,45 euro a kg/prodotto.
Su base statistica nazionale, regionale e locale un cittadino (puramente domestico) produce mediamente 1,15 kg/gg ovvero 420 kg/anno, mentre alle utenze turistiche è attribuita una produzione di 2,30 kg/gg, che nel caso di Chianciano confermando le 650.000 presenze turistiche del 2014 conferma le circa 1500 t.
Solo per informazione, prendendo a riferimento situazioni di cittadine a noi limitrofe dove non si ha attività ricettiva, la produzione media è di circa 500/520 kg/anno, anch’essa in linea analizzando con i valori sopra riportati.

D: E per i costi degli utenti?

R: Per quanto riguarda i costi, ragionando solo sulle produzioni, a carico del domestico avrebbero dovuto starci 1.350.000 mentre sulle utenze non domestiche i restanti 885.000. Con le ripartizioni deliberate per parte fissa e parte variabile della tariffa, a carico dei cittadini ad oggi c’è 1.200.000 euro ed a carico delle utenze non domestiche (alberghi e tutti gli altri) 1.035.000. Ovvio che per le utenze domestiche ci sia stato aumento sostanziale in quanto sino al 2014 su esse era ‘spostato’ un costo di circa 850.000 euro che come dimostrato dallo studio di ATO ToscanaSud non era correlato alla produzione del rifiuto, erroneamente stimato in valore poco superiore alla metà.
Confrontandosi con quanto avviene nei comuni del senese, il costo procapite medio sul domestico è sulle 145 euro annue, ma ci sono realtà che sfiorano i 190 euro/procapite annui e tra l’altro presentano un non riscosso di solo il 2%.
Altra cosa importante, riferito ai dati precedentemente trasmessi, specifica che la scelta di porre a carico dei cittadini 1.200.000 dei 2.235.000 anziché i 1.350.000 (quindi un importo minore da quello che sarebbe derivato dalla mera applicazione analitica sulle produzioni di rifiuto stimate) è dovuta al fatto che le attività turistico ricettive per il periodo stagionale sono servite da un servizio porta a porta che presenta costi di raccolta superiori. Ma non deve essere tralasciato il fatto che le stesse attività, chiuse per almeno 6 mesi, pagano comunque il servizio di spazzamento che nel periodo invernale vien effettuato, ma di fatto non ne usufruiscono.

D: Qual è la situazione del non pagato a Chianciano?

R: A Chianciano il non riscosso medio sulla TARI è circa il 40%, di cui il 30% rappresenta la parte a carico delle non domestiche, ed il restante 10% su utenze domestiche.
Quella che è stata condotta, fermo restando la necessaria battaglia da fare sui costi a monte che sono elevati, è una manovra volta all’equità e quindi è esclusivamente relativa ad una diversa ripartizione degli stessi costi tra utenze domestiche e non domestiche.
Ad oggi un nucleo di 3 persone su 100 mq paga circa 0,40 €/gg procapite, ovvero 1,20 €/gg a nucleo familiare per un servizio che comprende spazzamento delle strade, raccolta, conferimento, trattamento e smaltimento.

Adesso, con il chiarimento da parte dell’Assessore Rocchi, abbiamo più delineato con quali intenzioni si è mossa l’Amministrazione, aspetto vostri commenti e se siete d’accordo con la linea presa.


Saluti,


Valtubo

mercoledì 22 luglio 2015

Ai Post(er) l’Ardua Sentenza…

Vignetta Poster nelle Vetrine a Chianciano Terme

La soluzione escogitata dall’Amministrazione per “nascondere” la continua emorragia di attività chiuse a Chianciano Terme (come ironizzato nella vignetta del blog) è quella di mettere dei poster sulle vetrine dei negozi chiusi per migliorare il “decoro”.
Certo, dal punto di vista di chi amministra è sicuramente importante salvaguardare l'immagine complessiva del tessuto urbano, ma sarebbe più importante affrontare e cercare di risolvere il reale problema, cioè creare le condizioni per cui questi negozi possano essere riaperti, ogni attività chiusa è un grave danno per l'economia cittadina, ma anche per le entrate comunali.
Nel frattempo Tari alle stelle e servizi sempre più scadenti, ma il cambio di marcia quando arriva?
Ai poster l'ardua sentenza.

Saluti,


Valtubo

venerdì 10 luglio 2015

Chianciano De-Stagionalizzata…

Grafico Variazioni presenze Turistiche in percentuale nei Comuni Toscani dal 2000 al 2014 (fonte IRPET)

Per anni siamo stati alla ricerca della destagionalizzazione della nostra economia, le Associazioni di Categoria hanno sempre sostenuto questo, le Amministrazioni idem, alla luce dei dati attuali possiamo dire che ce l’abbiamo fatta, abbiamo talmente de-stagionalizzato che la “Stagione” in questo 2015 sembra neanche essere partita, la crisi di Chianciano Terme e del Termalismo in genere è sempre più forte, come segnalato in questo articolo del Tirreno di pochi giorni fa.
Luglio, il periodo di Ferragosto e Settembre erano un tempo i mesi di punta a Chianciano, adesso sono  ridotti a mesi di transizione, come altri momenti durante l'anno, frequentati dai gruppi, spesso low cost, veri ed unici clienti della nostra cittadina.
I vari tentativi fatti dall’Amministrazione di sponsorizzare eventi e forme di intrattenimento, (nel sondaggio a fianco a destra potete votare quale giudicate migliore) non sembrano dare i frutti sperati, anche perchè non sono essi stessi motivi di attrazione, necessitando di un flusso turistico strutturale già presente per altri motivi. Le aziende stanziali sempre più in difficoltà economiche, riducono personale e servizi e questa contrazione, insieme all’immagine decadente delle vetrine e delle strutture chiuse sta facendo sprofondare Chianciano nella sua stagione “speriamo” più critica.
Eppure, secondo i dati IRPET, la Toscana quest’anno è in forte crescita, specialmente sul mercato interno, anche i dati ISTAT parlano di timida ripresa per l’Italia, ma se guardiamo nel dettaglio il termalismo è ancora posto tra i settori in crisi all’interno  del sistema Toscana e questo è il riferimento che troviamo su Chianciano Terme:

“Un’analisi territorialmente più fine mette in evidenza in effetti come siano proprio le aree turistiche balneari più mature come Massa e la Versilia le più caratterizzate da questa tipologia ricettiva “residuale”. Il rischio naturalmente è che il sistema si avviti su se stesso, ovvero che rinunci ad investire nel rinnovamento delle strutture di accoglienza per mancanza di domanda sufficiente a garantire la redditività dell‟investimento. Sembra, questo, proprio il caso delle principali località termali della regione e in particolare di Chianciano, dove un patrimonio alberghiero impressionante ma ormai “datato” non riesce ad essere adeguatamente ristrutturato per mancanza di una domanda sufficiente a garantirne una adeguato tasso di occupazione e la rimuneratività.”

Sicuramente nel tempo non ci siamo mossi nella direzione giusta, e questa Amministrazione sta effettuando tentativi spot, probabilmente effimeri e senza una linea programmatica ben precisa. Forse è arrivata l’ora delle scelte, per cercare di fare una vera programmazione e per cominciare a dettare una linea da seguire per il RILANCIO ECONOMICO di Chianciano Terme, con meno aperitivi, ma lavorando in maniera seria sui temi importanti ed informando bene i cittadini.

Saluti,


Valtubo