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Amministrazione Immobili Condomini

mercoledì 13 maggio 2026

Un Articolo da Segnalare!





Ho deciso di postare questo articolo uscito su Sienapost l'11 maggio che fa un'interessante analisi di Chianciano Terme su  un argomento che volevo affrontare, unica nota, il dato sul numero di stranieri presente nell'articolo, il 19,6% ad oggi, ultima rilevazione Istat, ha superato il 21% .

Chianciano Terme: tra stabilità demografica e fragilità dello sviluppo locale

Tra attrazione residenziale, turismo termale in crisi e nuove dinamiche migratorie, il caso di Chianciano Terme evidenzia i limiti di una crescita senza progetto economico strutturale

Chianciano Terme, comune situato nel settore sud-orientale della provincia di Siena, è generalmente associata alle sue acque termali e al paesaggio collinare della Valdichiana. Osservando la sua evoluzione demografica nel corso del Novecento e nei primi decenni del XXI secolo, emerge una dinamica atipica rispetto al contesto rurale circostante: una crescita significativa e relativamente stabile, avvenuta in assenza di un processo di industrializzazione.
Nel 1901 Chianciano contava 2.886 abitanti. Nel corso del secolo la popolazione è cresciuta progressivamente, superando e mantenendo per diversi decenni la soglia dei 7.000 residenti. Anche negli anni più recenti, tra il 2018 e il 2023, il numero complessivo degli abitanti si è mantenuto sostanzialmente stabile, con oscillazioni minime.
Questa traiettoria risulta singolare se confrontata con quella di molti comuni agricoli della Toscana interna, che nel medesimo periodo hanno conosciuto spopolamento o stagnazione demografica. A Chianciano Terme, infatti, la crescita non è stata trainata da un aumento delle nascite, ma da un apporto migratorio continuo, che ha compensato nel tempo un saldo naturale debole o negativo.
Nel secondo dopoguerra, in particolare tra gli anni Cinquanta e Ottanta, Chianciano Terme ha costruito la propria capacità di attrazione sulla specializzazione nei servizi legati alle attività termali e al turismo sanitario. Questo settore ha generato occupazione più stabile rispetto all’agricoltura, pur rimanendo in larga parte stagionale, e ha richiesto manodopera che il territorio non era sempre in grado di fornire internamente.
In questa fase, l’afflusso di popolazione è stato prevalentemente interno: persone provenienti dalle campagne circostanti o da altre aree del centro Italia si sono trasferite a Chianciano Terme per motivi di lavoro, talvolta anche avviando piccole attività legate all’ospitalità e ai servizi. Si è trattato di una migrazione graduale e diffusa nel tempo, non di flussi di massa, ma sufficiente a modificare in modo strutturale il profilo demografico del comune.
Accanto a questi flussi, si è registrato anche un consistente afflusso di popolazione proveniente da alcune aree dell’Italia meridionale. Un movimento, in larga parte legato al settore alberghiero, ai servizi e all’acquisizione di strutture ricettive, ha contribuito al mantenimento dell’equilibrio demografico e all’espansione del patrimonio edilizio turistico.
Nel tempo, si è affermata una lettura critica di questa fase. Al di là di giudizi e interpretazioni non sempre verificabili, è emersa la percezione di un utilizzo del mercato immobiliare e alberghiero non pienamente coerente con uno sviluppo economico duraturo, orientato più alla concentrazione patrimoniale che alla produzione stabile di reddito e occupazione.
Ciò che appare oggi osservabile è l’eredità materiale di quella stagione: un numero rilevante di strutture alberghiere dismesse, sottoutilizzate o in stato di abbandono, che testimoniano una crescita quantitativa non accompagnata da un adeguato consolidamento qualitativo. Questa dinamica ha inciso sul funzionamento del mercato locale, contribuendo a indebolirne la capacità di adattamento e rendendo più complessi i successivi tentativi di riequilibrio.
Il ridimensionamento del comparto termale e la crisi del turismo sanitario tradizionale hanno ridotto la capacità del sistema economico locale di generare lavoro stabile e nuove opportunità imprenditoriali.
Eppure, la popolazione complessiva non è crollata. Nonostante i trasferimenti di famiglie in uscita avvenuti verso i comuni vicini che hanno offerto soluzioni abitative prossime a Chianciano Terme.
-Al flusso migratorio “scelto” del passato si sostituisce, almeno in parte, una migrazione di natura diversa. Al 2023 circa il 19,6% dei residenti è di cittadinanza straniera, una quota elevata per un comune di dimensioni medio-piccole dell’Italia centrale.
Questo dato non indica automaticamente una rinnovata attrattività economica. Una parte consistente dei nuovi residenti non arriva a Chianciano Terme per un progetto di lavoro o di insediamento scelto, ma per effetto di dinamiche esterne: costo contenuto degli alloggi, mancanza di alternative accessibili in altri territori. In questo senso, l’attrazione attuale è spesso passiva e residuale, più legata a ciò che a Chianciano Terme costa meno che a ciò che offre di più.
Tuttavia, in questo contesto di lungo periodo, segnato da una capacità costante di attrarre popolazione ma da una debolezza strutturale dei percorsi di sviluppo, si colloca oggi la presenza dei migranti e dei richiedenti asilo ospitati in strutture alberghiere riconvertite in centri di accoglienza. Ancora una volta, Chianciano Terme si conferma come luogo di insediamento “funzionale”, capace di assorbire presenze grazie alla disponibilità di spazi e ai costi relativamente contenuti, più che per l’esistenza di un progetto territoriale definito.
Le presenze ufficialmente registrate si attestano intorno alle 250 unità, a cui si affianca una quota più difficile da quantificare di persone in condizione irregolare o temporanea, distribuite in modo diffuso sul territorio comunale e nelle aree circostanti. Al di là delle stime numeriche, ciò che emerge è la natura strutturale di questa presenza, che si inserisce in un sistema locale già segnato da fragilità economiche e sociali.
In assenza di reali o limitati percorsi di inserimento lavorativo e formativo, molti di questi nuovi residenti finiscono per rappresentare una forza lavoro potenziale per l’utilizzo in particolare nelle campagne della Valdichiana e nei territori limitrofi, dove persiste una domanda di manodopera poco tutelata. Anche in questo caso, non si tratta di una specificità esclusiva di Chianciano Terme, ma di una dinamica che qui trova condizioni favorevoli.
Questa nuova fase di accoglienza – oltre ai problemi di legalità e sicurezza – si innesta su un equilibrio sociale già attraversato da un conflitto mai del tutto risolto, spesso sintetizzato nella contrapposizione tra chi si percepisce come parte del “paese” inteso come centro storico e chi viene associato al sistema delle Terme, considerato responsabile della trasformazione e, secondo alcuni, dello svuotamento della comunità. I migranti e i richiedenti asilo finiscono così per essere collocati, simbolicamente, all’interno di una frattura preesistente, diventando oggetto di tensioni che non nascono con loro, ma che trovano nella loro presenza un nuovo terreno di manifestazione.
Anche i dati demografici più recenti mostrano come il saldo migratorio continui a compensare un saldo naturale negativo, mantenendo la popolazione attorno alla soglia dei 7.000 abitanti. Tuttavia, questa stabilità numerica non corrisponde a un rafforzamento strutturale del tessuto economico e sociale.
L’aumento dei residenti non si traduce automaticamente in maggiore vitalità urbana, innovazione o crescita del reddito locale. Al contrario, il rischio è quello di una stabilità solo apparente, sostenuta da flussi di popolazione che non trovano un reale percorso di integrazione economica e sociale, e che faticano a generare valore duraturo per la comunità.
Nel confronto con i comuni limitrofi della Valdichiana e della Val d’Orcia – come Montepulciano, Chiusi, Sarteano o Cetona – Chianciano Terme tuttavia continua a distinguersi per la sua capacità di mantenere i numeri demografici. Ma questa “anomalia positiva” riguarda esclusivamente la dimensione quantitativa.
La storia insomma suggerisce che Chianciano Terme non rappresenta tanto un modello di sviluppo riuscito, quanto un caso di studio utile per comprendere i limiti di una crescita basata sull’attrazione di popolazione senza un progetto economico e sociale coerente. Attrare persone, infatti, non è di per sé sufficiente: senza lavoro stabile, servizi qualificati e prospettive di lungo periodo, l’attrazione rischia di trasformarsi in immobilità o contraddizioni ingestibili.
Oggi Chianciano Terme non cresce grazie a ciò che produce, ma resiste grazie a ciò che costa. Questa differenza segna il passaggio da una fase storica di migrazione funzionale legata al lavoro a una fase di insediamento fragile, che pone interrogativi profondi sul futuro del territorio.
La sfida per Chianciano Termr non è attrarre abitanti, ma trasformare la presenza di nuovi residenti in un progetto condiviso di sviluppo, integrazione e rigenerazione sociale. Solo allora i numeri potranno tornare a raccontare una storia di crescita, e non soltanto di tenuta.
A ben vedere, questa sembra essere la vera sfida della città. E pare che l’Amministrazione attuale ne abbia assunto piena consapevolezza, cercando di tradurla in idee e, soprattutto, in progetti concreti. Anche il fermento di una parte della società lascia intendere una volontà di riscatto. Un’operazione complessa, che merita attenzione.


Saluti,


Valtubo

giovedì 7 maggio 2026

Il Mistero dell'Ex FIAT



Pubblico post inviatomi da un lettore del blog che ha scritto alcune riflessioni e informazioni su lavori fermi da tempo dell'ex Fiat:

E' ormai trascorso un anno da quando la FIAT in viale della Libertà è stata demolita.
Dopo l'abbattimento tutti i cittadini si aspettavano l'inizio di una nuova costruzione, se non immediatamente, almeno entro breve periodo.
Alle due televisioni locali il geom. Palazzi, incaricato dai compratori per la costruzione, presentò anche il masterplan di un supermercato a due piani con un grande parcheggio a disposizione dei clienti, affermando che i lavori sarebbero iniziati entro poco tempo, massimo qualche settimana.
Passano mesi e mesi niente.
Al sottoscritto il vecchio proprietario della Fiat dott. Renato Pianigiani ha detto che la società acquirente a suo tempo subordinò il pagamento dopo l'approvazione del progetto presentato al Comune di Chianciano Terme, lui è stato regolarmente pagato, perciò vuol dire che è tutto in regola.
Perchè i lavori non iniziano?
Una ragione può essere che i confinanti abbiano fatto una opposizione, cosa plausibile perchè ne sono stato casualmente testimone diretto, tuttavia un mio amico bene informato delle cose comunali mi ha detto che era vero, ma la cosa era superata.
Un'altra causa potrebbero essere i soliti intoppi burocratici.
Altro motivo che gli acquirenti abbiano deciso di rivolgere il proprio denaro in una destinazione in altra città.
Per ultima una opposizione di un altro supermercato presente in Chianciano.
Sarebbe cosa logica che l'Amministrazione Comunale informasse i cittadini del motivo in oggetto, perchè vedere quelle rovine proprio nel centro del paese non è piacevole né per gli abitanti, né per i pochi turisti.
Colgo l'occasione per suggerire al Sindaco e agli altri amministratori di prendere in considerazione di effettuare almeno due incontri annuali con i cittadini per informarli dell'andamento del Comune e dei progetti previsti.
Sarebbe un esempio di trasparenza e di informazione che gioverebbe anche alla loro immagine e al lavoro.

Mario Doricchi

(del 1945 dato che ho un omonimo)

Saluti,

Valtubo

mercoledì 29 aprile 2026

Chianciano Terme: Quale Verità sul Bilancio?


Scontro sul Bilancio di Chianciano Terme, l'Amministrazione posta di aver ottenuto un risultato di avanzo di bilancio di 1,2 milioni di euro da poter investire sul paese (pubblico post come primo commento) in manutenzione strade, verde pubblico rigenerazione urbana turismo e sociale, Puntoeacapo risponde che ci sono vincoli che impediranno investimenti come potete leggere nella risposta qui pubblicata:

Rendiconto 2025: più maquillage contabile che svolta reale.
Solo pochi mesi fa si parlava di “buchi di bilancio”. Oggi, improvvisamente, tutto sarebbe risanato.
Le due versioni non possono convivere senza una spiegazione. O prima si è esagerato, o oggi si sta semplificando troppo. In entrambi i casi, la credibilità istituzionale ne esce indebolita. E mentre si discute di numeri, manca completamente una visione. Nessuna strategia concreta per il rilancio economico, nessuna risposta strutturale alla crisi del commercio e del turismo. Il rendiconto 2025 non è una svolta, ma un riordino tecnico.
C’è una differenza sostanziale tra raccontare una storia e governare una città. E sul rendiconto 2025, l’Amministrazione sembra aver scelto la prima.
Il gruppo consiliare PuntoeaCapo (PEAC) ha espresso voto contrario all’approvazione del rendiconto, denunciando con chiarezza una distanza sempre più evidente tra la narrazione trionfalistica proposta e la realtà dei numeri.
Sì, sulla carta compare un risultato positivo.
Ma nella pratica? La quota realmente disponibile si ferma a poco più di 1,2 milioni di euro, compressa da un sistema di vincoli e accantonamenti che limita fortemente la capacità di spesa dell’ente. Tradotto: i soldi ci sono, ma non si possono usare davvero.
E poi c’è il cuore dell’operazione: lo stralcio di oltre 15 milioni di euro di crediti inesigibili. Un atto che non rappresenta alcun miracolo amministrativo.
È semplicemente la presa d’atto di ciò che non si è riusciti a incassare.
Non è un successo: è una resa contabile.
Altro che “superamento delle criticità strutturali”.
Il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità resta sopra i 13 milioni di euro, addirittura in crescita.
Segno che il problema della riscossione non solo esiste, ma continua a pesare come un macigno sugli equilibri di bilancio.
A questo si aggiungono elementi difficili da ignorare:
· una cassa completamente vincolata a fronte di un avanzo dichiarato;
· l’assenza di vincoli chiari sulla TARI, con potenziali rischi futuri;
· un indebitamento in crescita;
· rilievi del Revisore sulla mancanza di adeguate motivazioni nella cancellazione dei crediti.
Un quadro che più che rassicurare, solleva interrogativi. Ma il punto politico è ancora più netto.
Se davvero si vuole parlare di futuro, allora si inizi da scelte coraggiose: meno pressione fiscale, a partire dalla TARI, e più sostegno a chi investe, lavora e tiene viva la città. Per ora, però, resta la sensazione di un bilancio raccontato meglio di quanto sia stato gestito.


Saluti,


Valtubo

giovedì 9 aprile 2026

Furto Gioielleria a Chianciano Terme

 




Città sempre meno sicura, nonostante la soglia alta di attenzione e i frequenti blitz ad alto impatto delle forze dell’ordine. Questa notte si è verificato un furto ai danni della famosa gioielleria Re Artù sul viale Roma. Intorno alle 4 di notte, una banda ben organizzata di almeno 5 persone col volto coperto ha invaso il marciapiede abbattendo il dissuasore installato a protezione dei negozi, dopo che un furto fotocopia fu perpetrato nel vicino negozio di abbigliamento. Forzata la porta blindata col piede di porco gigante, i malviventi hanno provato invano - per fortuna- a portare via la cassaforte ma evidentemente non ne avevano valutato le dimensioni. L’allarme è scattato a casa dei gioiellieri e il giovane Francesco si è precipitato in negozio, mentre anche una vicina del palazzo accanto, aveva visto dalla finestra l’operazione come in un film di azione e sentito il botto (il dissuasore è un palo veramente robusto come si evince dalla foto); la signora aveva chiamato la Polizia. I malviventi sono fuggiti a bordo di altri mezzi che avevano a disposizione, una delle auto, quella rossa che è stata abbandonata lì, era rubata. Molto rumore per -quasi - nulla: per fortuna poche le cose che sono riusciti a portare via.
Una gioielleria di tale prestigio, è protetta da allarmi e sorvegliata dalle telecamere, tutto materiale che viene analizzato dagli inquirenti. La banda non si è fatta impensierire e ci ha provato lo stesso. In passato il nonno del giovane, Francesco Belmonte di cui il ragazzo porta il nome, rimase vittima di una rapina a mano armata che finì nel sangue. Si riaffacciano pertanto ricordi dolorosissimi per la famiglia che questa notte ha subito un vero choc, e adesso fa la conta dei danni, come ad esempio la porta blindata forzata. Il dettaglio agghiacciante: uno dei banditi sulla strada era pronto con un estintore in mano sul marciapiede, a scaricare il contenuto antincendio su chi potesse passare di lì.


Saluti,


Valtubo

martedì 7 aprile 2026

Chianciano, Alla Faccia dell'Ordinanza!

 



In pieno rispetto dell'Ordinanza anti bivacco emessa dal Sindaco Grazia Torelli, ecco come si presentava l'area del Castognolo, con tanto di carrello per le vivande lasciato li in bella mostra, il giorno di Pasquetta.


Dal canale Valtuboblog su youtube

Siamo un paese sempre di più fuori controllo....

Saluti,

Valtubo

mercoledì 1 aprile 2026

Una Grande Società Immobiliare Interessata a Chianciano

 


La notizia, come una sorta di eco, aleggiava tra la popolazione già da qualche giorno, in modo vago e ritenuta, come una possibilità assolutamente remota. Invece clamorosamente, alla fine, ciò che si mormorava è diventata notizia ufficiale, e cioè: La richiesta da una importantissima società immobiliare internazionale cinese (愚人節) la PDA ltd., per acquisire parte di Chianciano. La proposta, l’istanza, della società immobiliare, sarebbe quella di creare un albergo diffuso sfruttando gli edifici dismessi sul comune di Chianciano. Ovviamente tutto legale, chiaro, e pronto per essere supervisionato con tanto di documenti da avvocati e commissioni di esperti. E c’è l’impegno e la garanzia sulla ristrutturazione degli immobili, che dovranno mantenere uno stile architettonico esteticamente compatibile con lo stile italiano e in special modo toscano. Gli immobiliaristi che stanno trattando “l’affare” hanno manifestato interesse anche per le Terme. E qui l’amministrazione comunale e la Società Terme di Chianciano prenderanno una decisione interpellando la cittadinanza chiancianese, attraverso un referendum che si terrà, presumibilmente, verso ottobre o novembre. Sembrerebbe siano state fissate anche due clausole: la prima obbligherebbe la società subentrante ad accettare qualunque forma di turismo e non solo quello di agenzie cinesi. La seconda riguarderebbe il personale delle attività che andranno ad operare sul territorio chiancianese: dovranno essere italiani o comunque residenti nel comune della cittadina termale per almeno l’ottanta per cento in ogni attività, e questo a tutela di una economia che porti beneficio a tutto il territorio, scongiurando il pericolo di un giro d’affari, circoscritto tra impresa, clienti e personale provenienti dalla sola Cina. Gli investitori cinesi hanno per ora accettato le condizioni loro suggerite. Tuttavia, alcune richieste sono state avanzate anche dall’immobiliare cinese. Ad esempio, intenderebbe creare una linea tè miscelata con l’acqua termale (Acqua Santa) che va dal dieci al quindici per cento, inoltre, vorrebbero imporre alla cittadinanza chiancianese di inserire nei menu di ristoranti e alberghi quotidianamente, riso alla cantonese (o chi preferisce riso bollito) a cena oppure a pranzo non fa differenza, ma da consumarsi rigorosamente con le “bacchette”, secondo l’usanza cinese.

Nunzio Dell’Annunziata


giovedì 19 marzo 2026

Ragazzi sul Tetto del Grand Hotel


Clicca sulle foto per ingrandire


Oggi pomeriggio, intorno alle 16,30, due ragazzi si divertivano sul tetto del Grand Hotel, nella centralissima piazza Italia a Chianciano Terme.
Salutavano chi li notava o li indicava dal basso, una ragazzata, forse per fare video per istagram o youtube, ma in barba a tutte le ordinanze del Sindaco Torelli, come i calcinacci a vista presenti nel giardino del Grand Hotel, speriamo l'Amministrazione intervenga per migliorare la situazione e facendo rispettare l'ordinanza.
I vigili, avvisati dai passanti, sono arrivati dopo circa un quarto d'ora quando i ragazzi erano già andati via.

Saluti,

Valtubo


martedì 17 marzo 2026

Chianciano Tutti i Numeri delle Terme

Immagine creata con AI


Sono usciti i numeri delle presenze nelle Terme di Chianciano degli ultimi due anni, il confronto mostra numeri contrastanti, con gli ingressi Theia anno 2024 nr. 67.808 (stima clienti circa 50.000) che nell'anno 2025 sono saliti a 71.723 (stima clienti circa 55.000), mentre c'è stato un brusco calo delle Sensoriali da 16.289 (stima clienti nr. 13.000) anno 2024 a 12.667 (stima clienti nr. 11.000) nel 2025.
Le prestazioni termali sono passate delle 59.755 (clienti nr. 4.691 di cui 2.206 SSN) del 20224 alle 49.110 (clienti nr. 3.422 di cui 1.804 SSN) del 2025 e per chiudere le prestazioni sanitarie sono state 21.886 (stima clienti nr. 10.000 di cui 700 SSN) nel 2024 e 22.293 (stima clienti nr. 11.000 di cui 700 SSN) nel 2025.
Questi numeri fanno apparire quanto le Terme ormai contino pochissimo per l'economia del paese di fatto farebbero lavorare a pieno 4 alberghi, e come bisogna ragionare di investire su altro per il rilancio del paese, non di certo il residenziale che non risolleverebbe l'economia ma l''affosserebbe definitivamente.
Casomai bisognerebbe fare un reale investimento sul centro storico, il miglioramento dei servizi al turista e al cittadino, sostegno all'economia, sistemare marciapiedi e strade.
Ma l'obiettivo deve essere sempre finalizzato al turista, obiettivo che abbiamo perso di vista negli ultimi 30 anni.


Saluti,


Valtubo 

sabato 14 marzo 2026

Ma la Non Moschea è Controllata?

 



Centri culturali islamici come il nostro in via di vittorio, ormai chiaramente moschee mascherate, sono diffuse in tutto il territorio, e come racconta l'articolo del Corriere di Siena, (Clicca Qui per leggere) a Monteroni D'Arbia, dopo blitz antiterrorismo, si dimostrano centri di formazione per gli integralisti islamici e per la diffusione di messaggi dell'Isis e l'organizzazione del terrorismo.
Spero adesso che a Chianciano Terme si facciano controlli alla Non Moschea, vista la vicinanza con Monteroni e i possibili contatti e dato che il Sindaco e Prefetto, finchè non segnalato da me, nemmeno sapevano che ci fosse.


Saluti,


Valtubo

lunedì 9 marzo 2026

Chianciano Terme Replay

 



Ci risiamo, altro intervento delle forze dell'ordine nella notte, stavolta anche con due ambulanze con medico, una da Chianciano e l'altra da Sarteano, al seguito, all'interno di una struttura ufficialmente chiusa.
Altri migranti trovati all'interno, solita scena che ormai si ripete ed alla quale cominciamo purtroppo ad abituarci.
Anche qui giorni fa ci era stato segnalato che si svolgevano dei lavori, strani movimenti e poi il solito risultato, c'è una “richiesta di alloggi” di migranti usciti dai Cas e c'è un “mercato” che sta cercando di offrire soluzioni a basso costo e al nero.
Tra pochi giorni con la Pasqua comincia la nuova stagione, cartellone degli eventi inesistente e lo spettacolo che siamo pronti ad offrire è quello di interventi nella notte da parte di forze dell'ordine e ambulanze? Quando decidiamo di intervenire alla radice del problema e far tornare Chianciano Terme un paese turistico che tenta di rilanciarsi? O lo vogliamo senza possibilità?


Saluti,


Valtubo