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sabato 11 febbraio 2017

Terme Immobiliare di Chianciano verso lo spezzatino...

Fonte la rete
Mercoledi sono stato invitato a partecipare alla trasmissione L'Agenda Rossa, il talk-show condotto da Francesca Campanelli, su NTI, in una puntata dedicata alle Terme di Chianciano, erano presenti in studio il Sindaco di Chianciano, il segretario PD Fallarino, il portavoce M5S De Angelis, il consigliere regionale Scaramelli ed il presidente Federalberghi Chianciano Barbetti.


Agenda Rossa integrale canale youtube valtuboblog

Dalla serata è emersa in maniera chiara la forte possibilità che si arrivi alla liquidazione degli immobili ed alla vendita “spacchettata” delle proprietà delle Terme.
Un vero spezzatino che sicuramente favorirebbe la vendita dei singoli immobili, ma che smantellerebbe di fatto le Terme come le conosciamo e renderebbe “inutile” il prosieguo della gestione, che si troverebbe senza la possibilità di portare avanti un qualsiasi piano industriale.

Scaramelli proposta finanziamento per Chianciano canale youtube valtuboblog

Il più preccupato è apparso il Barbetti, mentre Fallarino confermava una “trattativa in corso” con la Regione per modifiche, sono rimasto sorpreso della tranquillità del Sindaco che sostenendo, come sempre, il turismo delle famiglie, sembrava sminuire il turismo termale come ormai un residuo, solo 1 settimo delle presenze, quasi a dire che se ne poteva fare a meno.
De Angelis ha denunciato il non controllo del bacino idrico termale, mentre Scaramelli inizialmente faceva confusione tra gestione ed immobiliare e poi si è lanciato in una proposta di finanziamento della Regione per l'abbattimento degli immobili di Chianciano abbandonati o chiusi, vedremo.

video satira canale youtube valtuboblog 

Ho pubblicato il video integrale della trasmissione, lo spezzone della proposta Scaramelli, inoltre anche un corto di video satira.

Saluti,


Valtubo

33 commenti:

Movimento 5 Stelle ha detto...

Con la richiesta di commissariamento di SEI Toscana da parte dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione, frana definitivamente il disegno del PD per la Gestione dei rifiuti in Toscana. Il nostro ATO Toscana Sud (Provincie di Arezzo, Grosseto e Siena) doveva fungere da battistrada per estendere poi agli altri ATO della regione un modello di gestione centrato su un mega gestore casalingo e interamente controllato dal PD. L’inchiesta della magistratura prima, con gli arresti e le interdizioni dai pubblici uffici dei vertici di ATO e Sei Toscana e Sienambiente, la richiesta di ANAC ora, entrambe motivate dalla turbativa d’asta che sarebbe avvenuta per far vincere la gara a Toscana Sei, pongono una questione politica non più rinviabile. Al di la e ben prima delle responsabilità penali che saranno accertate dalla Magistratura, in discussione sono le responsabilità politiche e gestionali che le 103 amministrazioni comunali delle tre provincie hanno accumulato dal 2010 ad oggi nelle scelte che hanno operato, approvando quello che la Struttura tecnica di ATO gli sottoponeva prima per l’impostazione della gara, poi per la selezione del vincitore ed infine per la sottoscrizione di un contratto di servizio raffazzonato e costosissimo per le tasche dei cittadini.
A nulla possono valere le grida di sdegno che oggi molti di quei sindaci lanciano al cielo minacciando sfaceli.Dove erano lor signori quando venivano prese le decisioni?
E si che non era poi così difficile accorgersi che qualcosa non tornava.Il M5S ha impiegato poco più di 6 mesi di studio (da giugno 2014 a gennaio2015) delle carte per capire cosa si era fatto e cosa si andava facendo.
Il 23 gennaio 2015, quando ancora Corte dei Conti e Magistratura non si occupavano della faccenda, il M5S presentò pubblicamente con conferenze stampa contemporanee nei tre capoluoghi di provincia i risultati del suo studio e la predisposizione di due mozioni sul sistema di gestione dei rifiuti da presentare in tutti i consigli comunale dei 103 comuni. In particolare una delle due chiedeva l’impegno delle Amministrazioni Comunali a operare per la decadenza del contratto di servizio con Sei Toscana motivata proprio dalle forti criticità riscontrate nelle modalità di espletamento della gara. Le stesse criticità che oggi Magistratura e ANAC pongono alla base delle loro iniziative.
La verità è che i sindaci hanno sempre obbedito alle direttive del PD facendo i signorsì. Hanno girato la testa dall’altra parte facendo finta di non vedere. Diversamente dovremmo pensare che questi Amministratori sono così incapaci da non capire cosa andavano approvando. Oltre 40 Delibere di ATO assunte nel corso di 7 anni, almeno una ventina di dibattiti assembleari, strutture tecniche dei comuni deputate al seguimento del settore dei rifiuti non sono serviti ad accorgersi di quello che stava succedendo?
Qualunque sia la verità il risultato non cambia: le amministrazioni locali usate nell’interesse esclusivo del partito che si autoalimenta controllando direttamente tutta la filiera industriale della erogazione dei servizi, in questo caso i rifiuti ma lo stesso modello è applicato per l’acqua, la salute, l’energia, i trasporti. Un sistema blindato. La pressoché totale estensione del controllo amministrativo del PD e un pò di briciole elargite di volta in volta a quei pochi comuni che manifestavano maldipanciaha garantito una libertà di manovra assoluta.
E’ giunto il momento di dire basta a questo scempio di risorse e di malamministrazione.
Il Movimento 5 Stelle rinnova la richiesta della decadenza del Contratto di Servizio con SEI Toscana e l’avvio di un percorso che disegni un nuovo modello di gestione dei rifiuti dove al primo posto vengano messi gli interessi dei cittadini e quelli dell’ambiente e non gli utili delle aziende del PD.

F.to
MOVIMENTO 5 STELLE

Anonimo ha detto...

Si parla di fare una nuova fontana alla Rinascente per abbellire l'ingresso a Chianciano, io dico che è già discreto così, non si sente il bisogno di una nuova fontana, piazza Italia basta e avanza, si potrebbe cercare di migliorare quest'ultima con spesa irrisoria, anche facendo una scala di collegamento tra i due livelli e manutenzione più frequente.
Si potrebbe impiegare la spesa prevista per illuminare meglio alcune strade, in via Lombardia sembra di essere tornati ai fanali a petrolio, il mega lampione di piazza Italia che doveva essere demolito quattro o cinque anni fa è ormai ridotto a due soli fari funzionanti ( uno a luce ridotta ) degli otto esistenti.
Ben vengano le migliorie, ma che servano a rendere la città più accogliente e pulita e non a causare delle spese di manutenzione per la nuova fontana per la corrente elettrica, l'acqua e la continua pulizia.
Quando le risorse scarseggiano si utilizzano per le attività più utili o urgenti.

Antonio Falcone ha detto...

Purtroppo si sta confermando quello che prevedevamo nel 2004. Ricordo che allora i vari manovratori del veliero (ormai affondato) Fondazione MPS (Ceccuzzi, Ceccherini), evidenziando la nostra immaturità e la loro visione strategica di governo, promettevano palazzi di congressi, centri universitari , Società di Trasformazione Urbana e così via. La realtà è che il Presidente di Federalberghi sta combattendo una battaglia, quasi da solo, vedendo come si è sviluppato il dibattito nello studio di NTI, durante la trasmissione televisiva di mercoledì sera. Scaramelli che ha votato la delibera di uscita definitiva delle istituzioni dalle città termali, ha evidenziato come che ancora non capiscono la differenza fra città termali ed alberghi termali ed invece di sostenere il termalismo ha parlato d’altro, anzi ha parlato e basta. Tutto sommato, forse capiscono così bene da far finta di non capire! Se qualcuno si illude che affossando Chianciano si possa arricchire il territorio circostante commette un grave errore. Il documento del PD Valdichiana che parla delle strategie di rilancio della zona senza citare la questione della città termale e senza una prospettiva di connessione fra la sanità ed il termalismo è veramente ridicolo e capisco Fallarino ormai talmente disorientato da non riuscire a far sostenere nemmeno al suo partito di zona le vertenze chiancianesi. Siamo ormai oltre l'irresponsabilità del governatore Rossi che aveva garantito al sottoscritto (allora assessore) ed al Comitato Terme Sanità e Natura che la regione toscana attraverso il comitato scientifico regionale sosteneva ricerca e sviluppo delle cure termali ed avrebbe riordinato il settore ridandogli dignità e giusto rispetto nei confronti del farmaco e della plastica curativa. Mi piacerebbe che quanto sto dicendo potesse arrivare sulla scrivania del governatore Rossi e del suo braccio destro Ledo Gori, i quali dovrebbero ricordarsi bene le giornate in cui promettevano tutto questo. In ogni caso ho conservato quei verbali ed anche se sono un po’ ingialliti dalla muffa e dalla vecchiaia, posso fargliene avere copia. Spero che i sindacati, le imprese (come sta facendo Barbetti) e le istituzioni del territorio e non solo di Chianciano, avviano subito una battaglia istituzionale su larga scala e che rimetta in campo una speranza vera per un'economia ormai collassata ed una città che regge solo grazie all'operosità della gente e non certo dei nuovi parolai che si aggirano nei consessi istituzionali. Il Sindaco mi sembra tranquillo e si fida dell’incompatibilità tecnica della delibera regionale. Io non mi fiderei tanto. Nel 2001 mi fidai delle linee guida della privatizzazione delle terme ed in consiglio comunale votai sì, anche contro il volere di alcuni compagni del mio partito. Mi dissero facciamolo per senso di responsabilità. Dì quelle linee guida si è perso la traccia e sono state attuate nemmeno il 10%, quindi la storia mi ha fatto di capire di non fidarmi più, nemmeno degli atti internazionali (basta vedere come Israele rispetti le risoluzioni dell’ONU, figuriamoci noi che si conta meno del due di briscola). (Segue)

Antonio Falcone ha detto...

Il M5S che cerca di portare innovazione e cultura di onestà nelle azioni istituzionale, deve capire che non saranno la Magistratura ed i Tribunali (che devono fare il loro dovere, arrestando chi ruba e chi abusa del proprio potere per farsi i cazzi propri) a risolvere i problemi di Chianciano e dell'Italia. Solo un'azione di governo seria, sostenuta dalla gente e dalla ragione politica, potrà ridare speranza alla ripresa di stazioni termali e di città termali devastati da un politica che da oltre 60 anni si basa sullo “scambio occasionale” e cioè a volte dava più di quanto doveva, illudendo che la ricchezza durasse per sempre e poi di colpo toglieva con decreti e scelte che hanno messo in ginocchio interi territori (Chinciano, Fiuggi, Montecatni, etc...). La Legge 323 ottenuta, vorrei ricordarlo al Presidente Barbetti, non dalla Bindi (che l'ha solo firmata) ma grazie all'impegno di tante stazioni termali (ANCOT) e cittadini che senza percepire nessun rimborso hanno dedicato una vita in difesa di questa grande risorsa che sono le acque termali. La Legge 323 è stata disattesa da tutti, in primis dalla regione e dalla stessa Bindi che l'aveva firmata. Questa è una responsabilità dalla quale non si potrà prescindere, se si vuole veramente rimettere in piedi una comunità stremata da questi balletti. Antonio Falcone cittadino comunista.

Massimo Altaluce consigliere Comune Chianciano Terme Il coraggio delle proprie idee ha detto...

Ribadisco: era già tutto previsto.
A seguito della Legge n. 323 del 2000 sul termalismo ora ci avventuriamo nella Legge di riforma 2015 Madia - Governo Renzi ora Gentiloni. La stessa legge bocciata dalla Consulta, sembra incostituzionale. In merito al dibattito su NTi – Agenda Rossa coordinato da Campanelli abbiamo sentito parlare del Documento di Economia e Finanza regionale (DEFR 2O16) al cui interno è contenuto il Piano di Razionalizzazione delle società partecipate legge n. 190/2014. A suo tempo la Regione Toscana dette mandato all’Amministratore unico delle Terme Immobiliare di procedere all’alienazione delle partecipazioni detenute nella stessa società. Dal 2005 coesistono due Società Terme Immobiliare (con capitale pubblico) e Terme di Chianciano SpA (gestione) capitale prevalentemente privato. La Regione Toscana detiene il 74% del capitale sociale nella Immobiliare, il ns Comune il 19% la Fises il 7,4. La Terme di Chianciano Immobiliare ha partecipazione per il 31% in Terme di Chianciano Spa ed il 16% nel Consorzio Chiancia-Si. Rinnovo pertanto la richiesta al nostro Comune di farsi Regista in questa fase di dismissioni, sempre se siamo ancora in tempo. Ricordo che personalmente in Consiglio Comunale richiesi che avremmo dovuto essere più incisivi in Regione Toscana e nella Società Immobiliare (proponendo tra l’altro la nomina di un nuovo Presidente della Immobiliare stessa). Sempre e continuamente ho fatto presente la necessità di avere un nostro Consigliere Comunale nella Società Terme SpA, purtroppo senza nessun esito. Non si potevano infrangere gli equilibri posti dalla Regione Toscana quindi, niente di fatto. Ricordo che il processo di cessione dei nostri beni immobili inizio’ molti anni or sono con la vendita del Villino ex Direttore Generale adiacente alla Chiesa di S. Antonio. Ricordate l’ex Istituto delle Regie Terme Ramella Votta? Che fine ha fatto? In questi ultimi anni è già stata parzialmente lottizzata la Direzione Sanitaria, andranno in vendita anche la Villa della Direzione Generale insieme ad appartamenti e negozi siti in Viale Roma? E’ stato smembrato il Parco Fucoli, ex termale, dato in gestione a vari soggetti-attori. La Regione Toscana ha garantito due milioni di euro per il Parco Fucoli esclusivamente per il settore congressuale (cosa che a me non risulta). Lo stesso settore congressuale sarà poi “gestito dalla Convention Bureau”? Il nuovo progetto e quindi le strutture saranno attigue al Palamontepaschi, a tal proposito dobbiamo capire se esiste sempre il mutuo del palacongressi e chi pagherà il rimanente debito? (segue)

Massimo Altaluce consigliere Comune Chianciano Terme Il coraggio delle proprie idee ha detto...

Il Parco Fucoli è ex termale perchè la cura è stata spostata all’interno del Parco Acqua Santa. Chiedo al Presidente di Federalberghi Simoncini se auspica che la proprietà e la gestione della Terme di Chianciano SpA diventi pubblica o privata? Possiamo vendere le nostre Acque termali al privato? L’Acqua Santa, quella Fucoli, l’Acqua Santissima, quella termale Sillene, le varie sorgenti termali, penso proprio di no. Personalmente ritengo che la proprietà delle Terme di Chianciano rimanga pubblica, Regione-Comune. Anche all’interno della sua gestione che dovrà essere principalmente privata dovranno esserci in percentuale delle quote di partecipazione da parte di Regione e del nostro Comune.
Lo stesso De Filippo sottosegretario alla salute (con delega al termalismo) riconosce e come non potrebbe, che il termalismo rientra nell’ambito della cura di alcune malattie croniche come complemento ai trattamenti tradizionali. Dichiara inoltre che le cure termali si sono rivelate efficaci nell’ambito della reumatologia, delle vie respiratorie delle dispepsie gastroenteriche e dell’apparato urinario. Il termalismo pertanto è considerato e ritenuto una “politerapia” in cui l’acqua termale fa da capofila insieme ai trattamenti aggiuntivi del benessere. Il Comune di Chianciano si faccia portavoce e proponga una seria discussione in Consiglio Comunale e proponga un’Assemblea Pubblica per informare i nostri cittadini di questa epocale trasformazione della nostra Città Termale della Salute e del Benessere.

Massimo Altaluce

Anonimo ha detto...

Caro Massimo stai chiedendo l'impossibile, sono inadeguati ed impreparati su tutto. Dopo tre anni si possono ricordare solo per le casine dell'acqua, due pensiline per l'attesa dei pulman, il campo per la sgambatura ed altro dei cani e per i fiori in troscia italia. Insieme si può, si, si potrebbe anche, forse pensando più al paese e un pò meno alla ribalta personale ed al proprio orticello.

Anonimo ha detto...

Sig. Altaluce sa benissimo che quello che chiede non può essere realizzato, tanto meno da coloro che lei per primo ha abiurato pochi giorni dopo il vostro insediamento in Via Solferino, probabilmente già pentito per averli appoggiati ed aver corso con loro. Parafrando Crozza, dopo tre anni il nulla, come dopo il giullare fiorentino, il nulla al quadtrato. A questo punto, la responsabilità non potrà essere sempre e solo di quelli di prima, una buona fetta è anche di quelli di ora.

Anonimo ha detto...

Capisco che una città come chianciano ha fatto da sempre di una economia assistenzialista il proprio punto di forza, ma adesso basta.
Non si può pretendere di contunuare a vivere di assistenzialismo.
Le terme, se sono economicamente efficienti, dovranno essere gestite da privati.
Altro discorso è il mantenimento della cura nell'ambito delle convenzioni con il SSN . Ovviamente che vuole curarsi con le terme deve essere libero di farlo al pari di qualsisi altra cura.
Ma da qui a chiedere che le terme debbano essere pubbliche è come vedere che una una casa farmaceutica in fallimento che chiede allo stato o alla regione di diventarne azionista.
Adesso non è più il tempo delle vacche grasse.
Poi, invece di fare una nuova inutile fontana, date un contributo a chi gli hotel vuole buttarli giù: si migliora l'urbanistica e si da una mano a chi non riesce a pagare oboli vari su strutture fatiscenti.

Fabiano De Angelis Portavoce M5S Chianciano Terme ha detto...

Se me lo avessero raccontato non ci avrei mai creduto, ma ero li e le mie orecchie lo hanno sentito. Scaramelli ha detto, durante la trasmissione “L’agenda rossa” di NTI, che vuole fare acquistare e abbattere a Chianciano gli alberghi in disuso e riqualificare le aree da essi occupate in aree giochi per bambini stile Val di Fassa, col contributo della Regione! Ho risposto che la “sua” Regione in tre anni non è riuscita a riaprire la Cassia perché non sanno aggiustare un semplice viadotto, ma ha fatto finta di non sentire. Ora, per chi non conoscesse lo Scaramelli, potrebbe pensare che è un pallonaro, e avrebbe perfettamente ragione. Tanto per intenderci Scaramelli è quello che il 14 maggio 2015 per festeggiare i 5000 km di campagna elettorale (mentre era pagato dai chiusini per fare il sindaco) diceva che “avrebbe fatto della Valdichiana una nuova Silicon Valley”; ad oggi l’unico silicone visto dai chianini è quello per sigillare le cabine delle docce.Il 15 aprile 2015, parlando di sanità a Siena diceva, sulla testata di Siena Free, “serve il coraggio di valorizzare le intelligenze, i talenti e le eccellenze per far emergere i migliori cervelli di questo territorio… Questo territorio può e deve attrarre le migliori eccellenze”. Da quando è Presidente della Commissione Regionale Sanità, l’ospedale universitario delle Scotte ha perso il dott. Franco Trabalzini specializzato in Otorinolaringoiatria e Neurochirurgia, ora al Meyer, poi il dott. Voltolini che ora dirige la chirurgia toracica di Careggi, e il dott. Balestrazzi è andato a dirigere l’Oculistica all’Asl 9 di Grosseto. Alla faccia delle clamorose affermazioni dell’ex sindaco di Chiusi. Sulla testata on line di Centritalianews, il nostro sparaballe ragliava così, l’indomani della sua clamorosa elezione alla Regione, “i miei primi impegni riguarderanno la sanità e il settore agricolo-venatorio” Dell’impegno nella sanità ho già detto, e vorrei solo aggiungere che all’ospedale di “Nottola”, nell’ultimo anno, per tentare di organizzare il modello di “lntensità di cura” (pratica fallita in tutto il mondo tranne che in pochissimi ed avanzatissimi ospedali) sono stati buttati circa 900 mila euro. Per quanto riguarda la caccia, invece, a giugno del 2016 la Corte Costituzionale ha bocciato la riforma della legge regionale Toscana. La Legge Obbiettivo per il contenimento dei cinghiali è miseramente fallita, i simpatici ungulati sono sempre di più e invadono anche i centri abitati, e il prezzo del grano è crollato. Ora su quest’ultima circostanza, ad onor del vero,il povero Scaramelli non ha colpa, diciamo che ha solo portato sfiga. E’ evidente, a questo punto, che quanto detto dal consigliere regionale, di voler rimodulare il profilo urbanistico di Chianciano sul modello Val di Fassa, è frutto solo della sua fervida e sconclusionata fantasia. L’unica cosa che demolirà lo Scaramelli, e che in buona parte ha già fatto, è la sua credibilità.

Anonimo ha detto...

Ma il nostro ex sindaco non è della squadra dell'iper pallonaro capo, il Bomba per intenderci? E allora aspettiamo e speriamo che faccia il botto con lui e che sia grosso come quelle che sparano!

Lauro Crociani ha detto...

Acquasanta
Parlare di ciò che non si può dimostrare non è facile, mio nonno era rabdomante, con il pendolino indicava dove si trovava l'acqua e le persone scavano pozzi, era sulla fiducia e la riuscita c'era.
La vita è molto complessa e sono testimone che essa non sia solo materia, questo mi dona un punto di vista diverso ma anche molto arduo da spiegare, pazienza per l'ironia altrui.
Oggi viviamo in un mondo di persone colte, studiosi, parlano con termini inglesi, hanno conoscenze chimiche, sono grandi economisti, dei tuttologi, ed io praticamente non conosco quasi nulla.
Voglio dirlo ugualmente a tutti coloro che leggono queste righe: sono certo che la nostra Acquasanta ha un futuro.
Sono stanco di sentir dire che in passato venivano persone perchè con la mutua non pagavano, certo c'erano anche queste è innegabile, ma quante altre venivano perchè credevano nelle cure dell'acqua...e quanti ancora nonostante tutto insistono "perchè" ne trovano i benefici.
In cucina ho una stufa a legna, quando il fuoco ha bruciato la maggior parte di essa e rimane solo della brace allora è necessario riunirla tutta insieme così avrà ancora forza per riprendersi...e il legno nuovo direte? Se continuiamo a guardare la vita come facciamo oggi non ci sarà.
E' il momento di unire la scienza con la spiritualità, è indispensabile.
Pensavate che gli antichi l'acqua l'hanno chiamata santa perchè portava soldi, tutto qui?
Bene, penserete erano ignoranti e oggi abbiamo capito tutto, se è così allora siamo davvero fregati.
Il cambiamento futuro è davanti a noi, però parlare di elementi senza crederci è solo una operazione strumentale che copre altri interessi. Il mondo è in piena trasformazione con una grande velocità.
In questa trasformazione sono superati dei riti oramai svuotati della loro energia, usurati nei secoli, oggi con il relativismo imperante non cogliamo più l'essenza di un oro che possediamo in casa.
Quell'acqua ha effetti curativi e bisogna ringraziarla, solo nell'umiltà del ringraziamento e nella semplicità ritroviamo quell'energia che la terra gli ha donato.
Stanno spostandosi le popolazioni e nuove dinamiche fanno si che ci saranno cambiamenti e intersecazioni tra cui anche quelle religiose. La nostra Acquasanta ha un suo futuro con un nuovo modo di incontrarla, nell'esaltazione della Luce del mattino, in un rituale che unisca le persone nel silenzio e nel rispetto reciproco sarà desiderata da chi ha necessità di avere un fegato sano, un intelletto pulito e una percettività maggiore.
Bisogna costruire una nicchia intorno ad essa, proteggerla e amarla, circondarla con il bello, il giusto, l'utile!
Il cambiamento non sarà solo dove siamo nati, ma sarà complessivamente in tutta la società e questo avverrà, ne sono certo.

Bilancio Gruppo ha detto...

Voglio complimentarmi con Lauro Crociani. Quello che hai scritto sa di appartenenza ad una terra che dai greci veniva chiamata Hesperia ed i greci con Talete (forse anche un pò turco)avevano capito qualche anno fa che tutto è acqua.
Quello che hai scritto meriterebbe di essere agito dalla politica e dalla comunità. Le cose semplici è reali sono la forma e sono le idee, basta amarle e non inseguire fantasmi chic e virtuali. L'acqua rimane, i monumenti ed il progresso, chissà?
Bravo Lauro e lunga vita. Antonio Falcone.

Area Comunicazione M5S – Regione Toscana ha detto...

M5S: “Regione pronta a vendere le Terme, la svendita è un errore”

“Apprendiamo dalla stampa che la giunta regionale è “quasi pronta” a mettere in vetrina le Terme sul proprio sito di vendita dei beni pubblici. Un errore cruciale, perché ennesima scelta compiuta senza una visione strategica di rilancio. Solo questa definirebbe in un quadro serio cosa vendere e cosa tenere per una sua valorizzazione. Il PD si conferma così partito delle vie facili: prima ha svilito questi beni comuni e ora si affretta a travestirsi da agenzia immobiliare online per svenderli” commentano i consiglieri regionali M5S. “Oggi il Consiglio regionale ha l’occasione di dare la scossa alla Regione. Sarà votata la nostra mozione dove chiediamo che la Toscana sia portabandiera di una modifica del Decreto Madia capace di fugare ogni dubbio sulla possibilità di considerare le Terme “strategiche”. Già oggi il caso Equi Terme ci dice che è solo una questione politica ritenere o meno strategico il termalismo, ma pretendiamo che la Toscana chieda una correzione normativa per fugare ogni dubbio. Basta giochetti sulla pelle dei cittadini, come le proposte di legge tirate fuori in Parlamento a fine legislatura dalla stessa maggioranza politica che ha stroncato il termalismo” precisa Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali e Bilancio.7 “La nostra mozione porta infine in Regione la richiesta di Federalberghi Montecatini e Chianciano: serve subito un tavolo di confronto con i Comuni termali, le associazioni di categoria, gli albergatori e il resto dei portatori di interesse per definire insieme le strategie di rilancio del termalismo toscano” conclude Bianchi.

Area Comunicazione M5S – Regione Toscana

Ghino di Tacco ha detto...

Altaluce visto il lodevole impegno sulla questione delle terme perché non fai una bella richiesta come consigliere comunale per convocare un consiglio comunale monotematico (possibilmente in forma aperta) per parlare e rendere edotti tutti i cittadini sulla situazione? Senza nulla togliere agli interventi sul blog o alle trasmissioni televisive, di questioni tanto importanti per la nostra cittadina non sarebbe opportuno discuterne nella sede istituzionale per eccellenza ovvero nel Consiglio Comunale? Le domande che tu giustamente poni meriterebbero una risposta ufficiale e condivisa. Non credi?

Anonimo ha detto...


BASTAFAH ... SONO ANCORA AL LAVORO. MI RIFERISCO AI LAVORI DELLA ROTATORIA IN PROSSIMITA' DELLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO.
A PRIMA VISTA SEMBRA UN LAVORO ASSURDO!
LA POSIZIONE PLANIMETRICA E' NETTAMENTE SBAGLIATA: LA ROTATORIA DOVEVA NASCERE PIU' AVANTI OVVERO DI FRONTE ALL'EX-ALBERGO GRAZIA E COMNPRENDERE ANCHE L'INNESTO PER I PARCHEGGI A VALLE. ANCHE LA POSIZIONE ALTIMETRICA SEMBRA ECCESSIVAMENTE ALTA. NON ERA NECESSARIO CHE LA POSIZIONE FOSSE IN QUEL MODO POTEVA BENISSIMO ESSERE COLLOCATA PIU' IN BASSO CON NOTEVOLI RISPARMI NEI RILEVATI. IN QUESTO MODO SONO ANDATI COSI' IN ALTO DA DARE UN GROSSISSIMO DISTURBO AL RISTORANTE TRIBECA CHE SUBIRA' UN DANNO COMMERCIALE PAUROSO (BASTA PENSARE ALLE NUVOLE DI FUMO CHE PERCEPIRANNO GLI ULTIMI AVVENTORI DEL RISTORANTE OLTER AL PERICOLO DI FUORIUSCITA DEGLI AUTOMEZZI: VI RICORDATE QUANTO SUCCESSO ALCUNI ANNI FA ALL'INNESTO DI VECCHIA SENESE CON LA STRADA DI SARTEANO?)
DA UN PUNTO DI VISTA COSTRUTTIVO SEMBRA CHE ABBIANO FATTO UN RILEVATO SOPRA LE AIOLE DEL PARCO SENZA PRIMA PREDISPORRE ADEGUATI SCAVI PER ATTESTARSI SUL TERRENO FORTE E SENZA REALIZZARE ALCUN MURO DI SOSTEGNO. CON IL TEMPO VI SARANNO SICURAMENTE DEI MOVIMENTI DI ASSESTAMENTO O ADDIRITURA FRANOSI.
INFINE NON SI CAPISCE COME SI RACCORDERA' VIALE DELLA LIBERTA' CON PROVENIENZA DA PIAZZA ITALIA CON IL VIADOTTO

Anonimo ha detto...

Comprendo il punto di vista ma non condivido.
Al di la dei tuttologi, io partirei da un assunto: la salute oggi è di proprietà delle case farmaceuriche.
Nessuna di esse invierà un informatore scientifico da un medico di base per far prescivere le terme curative.
Invece l'informatore scientifico non solo indicherà al medico i farmaci ma tenterà probabilmente anche di sponsorizzarli..
Ma la strategia delle case farmaceutiche trova terreno fertile nei cittadini che, forse a ragione, troveranno comodo assumere il farmaco -fruendo del servizio sanitario nazionale- spendendo le proprie ferie ed poi i propri denari per viaggi e soggiorni non legati alla salute: mare, monti, arte, capitali ...
Condivido la nicchia, ma la nicchia presuppone un target (mi lasci passare il termine straniero) che non è alla portata di chianciano e non che potrebbe rientrare nell'interesse del settore pubbblico (regione o comune) ma di investimenti ed investitori privati che non credo al momento vedano chianciano come un business.
Quindi al di la di fantastici voli pindarici, occorre una strategia concreta che non è cmq quella strampalata dei luna park.

Anonimo ha detto...

OH ANONIMO
ORA CI VOLEVA ANCHE LA ROTATORIA CON TUTTI I PROBLEMI CHE HO IN GIUNTA
UN ALTRA PATATA BOLLENTE (DEVO PENSARE ALLE FAMIGLIE)

canguasto ha detto...

Anonimo ha detto...
BASTAFAH ... SONO ANCORA AL LAVORO. MI RIFERISCO AI LAVORI DELLA ROTATORIA IN PROSSIMITA' DELLA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO.
A PRIMA VISTA SEMBRA UN LAVORO ASSURDO!
LA POSIZIONE PLANIMETRICA E' NETTAMENTE SBAGLIATA: LA ROTATORIA DOVEVA NASCERE PIU' AVANTI OVVERO DI FRONTE ALL'EX-ALBERGO GRAZIA E COMNPRENDERE ANCHE L'INNESTO PER I PARCHEGGI A VALLE. ANCHE LA POSIZIONE ALTIMETRICA SEMBRA ECCESSIVAMENTE ALTA. NON ERA NECESSARIO CHE LA POSIZIONE FOSSE IN QUEL MODO POTEVA BENISSIMO ESSERE COLLOCATA PIU' IN BASSO CON NOTEVOLI RISPARMI NEI RILEVATI. IN QUESTO MODO SONO ANDATI COSI' IN ALTO DA DARE UN GROSSISSIMO DISTURBO AL RISTORANTE TRIBECA CHE SUBIRA' UN DANNO COMMERCIALE PAUROSO (BASTA PENSARE ALLE NUVOLE DI FUMO CHE PERCEPIRANNO GLI ULTIMI AVVENTORI DEL RISTORANTE OLTER AL PERICOLO DI FUORIUSCITA DEGLI AUTOMEZZI: VI RICORDATE QUANTO SUCCESSO ALCUNI ANNI FA ALL'INNESTO DI VECCHIA SENESE CON LA STRADA DI SARTEANO?)
DA UN PUNTO DI VISTA COSTRUTTIVO SEMBRA CHE ABBIANO FATTO UN RILEVATO SOPRA LE AIOLE DEL PARCO SENZA PRIMA PREDISPORRE ADEGUATI SCAVI PER ATTESTARSI SUL TERRENO FORTE E SENZA REALIZZARE ALCUN MURO DI SOSTEGNO. CON IL TEMPO VI SARANNO SICURAMENTE DEI MOVIMENTI DI ASSESTAMENTO O ADDIRITURA FRANOSI.
INFINE NON SI CAPISCE COME SI RACCORDERA' VIALE DELLA LIBERTA' CON PROVENIENZA DA PIAZZA ITALIA CON IL VIADOTTO
14 febbraio 2017 19:50


Anonimo 14 febbraio 2017 19:50, sei un UMAREL?

gonews.it ha detto...

Terme, Bianchi (M5S): “Sono ‘non strategiche’ per il Pd”

“Il voto di oggi è ultima conferma: le terme sono “non strategiche” per scelta politica del Partito Democratico toscano. Niente di tecnico, niente obblighi statali che erano solo un escamotage. Solo la volontà ferma di svendere un patrimonio pubblico, dopo averlo dissipato dall’interno” commentano i consiglieri regionali M5S in merito alla bocciatura della mozione che impegnava la giunta ad impegnarsi nei riguardi del governo per ottenere sulle terme lo stesso trattamento riservato alle Fiere dal Decreto Madia e aprire quanto prima un tavolo di confronto con Comuni termali, associazioni di categoria, albergatori e altri portatori di interesse per un rilancio del termalismo toscano. Sul punto il commento di Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S primo firmatario dell’atto: “Incredibile anche il no PD alla richiesta di Federalberghi Montecatini e Chianciano della quale ci eravamo fatti portavoce: il Partito Democratico non vuole nemmeno un tavolo di confronto con chi subisce le conseguenze dirette di questa scelta. Non lo vuole perché come nel caso del tavolo tecnico di Montecatini non ha alcuna visione strategica, né Piano, contrariamente a noi”. “Auspichiamo dai cittadini dei due Comuni uno scatto di orgoglio. Dove non arriva la pressione dei cittadini nelle istituzioni, arrivi quella dal basso verso tutte le istituzioni coinvolte. Per prime le amministrazioni di Montecatini Terme e Chianciano Terme che altrimenti, a breve, saranno costrette dalle scelte PD a mutilare di fatto il loro nome esteso” concludono i Cinque Stelle.

Area Comunicazione M5S – Regione Toscana

Comune di Chianciano Terme ha detto...

TARI (TASSA SUI RIFIUTI): dal 1° gennaio 2017 gestione diretta del Comune di Chianciano Terme

L’Amministrazione Comunale ha deciso, dal 01.01.2017, di riacquisire la gestione diretta della tassa sui rifiuti (TARI), fino al 31.12.2016 affidata al gestore unico del servizio Sei Toscana Srl.
Pertanto, per tutte le informazioni e comunicazioni (attivazioni, variazioni, cessazioni ed altro) i cittadini potranno rivolgersi all’ufficio TARI attivo presso il Palazzo Comunale, in Via Solferino n. 3 al secondo piano.
L’Ufficio è aperto al pubblico nei seguenti orari:
lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00
martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00
E’ altresì possibile contattare l’ufficio al numero telefonico 0578 652220 ed all’indirizzo di posta elettronica bollettarifiuti@comune.chianciano-terme.si.it
Per le annualità precedenti al 2017, è invece necessario rivolgersi a Sei Toscana Srl ai seguenti recapiti:
SEI TOSCANA SRL
Via Simone Martini 57– 53100 Siena
www.seitoscana.it; bollettarifiuti@seitoscana.it; PEC bollettarifiuti.seitoscana@legalmail.it;
Numero Verde: 800.127484 attivo il lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30.

valtubo ha detto...

Star Wars: Anthony Daniels ospite alla Starcon 2017 in Italia

Anthony Daniels, lo storico interprete di C3PO nella saga di Star Wars sarà ospite in Italia alla StarCon di Chianciano Terme il prossimo maggio.

La Starcon 2017 sarà caratterizzata dalle celebrazioni per i 40 anni di Star Wars e l’ospite principale non poteva non appartenere alla saga creata da George Lucas. I fan potranno incontrare, parlare e magari avere un autografo o una foto ricordo con Anthony Daniels, lo storico interprete di C3-PO. L’attore britannico sarà ospite a Chianciano Terme dal 25 al 28 maggio.
La StarCon è un occasione unica, a differenza di altri eventi, perché si potrà interagire con gli ospiti e scambiare quattro chiacchiere con loro come sa il gruppo storico dei partecipanti che ogni anno si presentano numerosissimi all’appello. Mai come quest’anno grazie proprio ad un ospite del livello di Anthony Daniels ci si aspetta un successo di grande portata.

Anonimo ha detto...

Mi fà piacere che già a Febbraio parliamo del natale 2017 che é diventato a chianciano piu' importante di un intera stagione turistica.
Crediamo ancora di poter far bene da aprile ad ottobre o ormai siamo proiettati nel fare e fare male tutti i mesi dell'anno ?


Anonimo ha detto...

Passano gli anni ma la musica e' sempre quella...
Continuano i progetti, continuano le carte e burocrazie varie in progetti altisonanti ma la musica non cambia.
10-15 anni fà c'era il progetto GOLF - PALACONGRESSI oggi abbiamo il PARCO TEMATICO ed i nuovi brand.
A chi non farebbe piacere tali realizzazioni ?
Ma dal dire al fare c'e' di mezzo tanti soldini...e soprattutto chi mette i soldini e chi gestisce i soldini...

Di uguale c'e' una cosa sola in questi 20 anni di progetti : tanti soldi spesi sia pubblici che singoli privati, tanti riunioni effettuate ieri ed oggi, tante risorse andate in fumo e credo che questa sia l'enneissima frustrazione che diamo ai chiancianesi.

Cari cittadini chiancianesi a cui viene sempre chiesto di mettere le mani in tasca ma invece di fare progetti impossibili da realizzare già in partenza perche' non riuniamo le forze e facciamo un reastailing della città con cio' che effettivamente é possibile realizzare e con i i fondi pubblici e privato che abbiamo a disposizione.

Crediamo ancora che in giro per l'italia , europa ci siano imprenditori che rilanciano la nostra città per il bene dei chiancianesi ?

Anonimo ha detto...

Calmi tutti ragazzi stà nascendo un nuovo Consorzio sul binario 10 che risolve tutto il problema della promozione e del rilancio di chianciano

Anonimo ha detto...

Il golf, come tutte le promesse pre elettorali, è finito nel dimenticatoio, anche se sarebbe un'idea molto valida per riportare a Chianciano turisti di un certo livello.
Dato che sarebbe praticamente a costo zero non si comprende perchè non sia stata tentata la realizzazione, o forse, come le precedenti AC non si vogliono tali turisti?

Tutti per la ripresa di Chianciano ha detto...

TUTTI PER LA RIPRESA DI CHIANCIANO

seguo con attenzione i vari commenti relativi alla situazione post dichiarazione del Consiglio Regionale, riguardante le Terme di Chianciano, ma devo ammettere che non riesco a capire il comportamento, di certi politici; in quanto, sono consapevoli che le loro dichiarazioni non modificheranno le decisioni prese dal C.D.A.Regionale e dal direttivo P.D., decisioni che hanno coinvolto l'amministrazione comunale, le associazioni in modo particolare l'associazione albergatori, con tutto rispetto, mi sembra da masochisti crederci ancora, è evidente costatare i disastri che hanno causato, politica basata su proclami promesse non mantenute, questo ha generato danni enormi alla Imprenditoria Ricettiva compreso il patrimonio immobiliare, ai commercianti, artigiani,al Comune, alle Banche, e di tutta la collettività della cittadina termale, per questo mi sento di affermare che la vecchia politica merita abbandonarla. E' arrivato il momento di attivare una nuova forza operativa, basata su alleanze locali e non; attivando iniziative private che possono risollevare le sorti di Chianciano Terme. In questi ultimi tempi sul Blog Valtubo, leggo con molto piacere varie relazioni PROPOSITIVE firmate da persone che hanno a cuore le sorti di Chianciano e delle Terme, desiderosi di collaborare individuare e intraprendere nuove vie per uscire quanto prima da questa situazione, ritengo che sia un gran buon inizio, quindi non è producente piangersi ha dosso, considerando che, quello che già esiste è più che sufficiente per dare vita a una nuova campagna di investimenti, basta volerlo ed elaborare programmi a medio e lungo termine. Più volte ho indicato che Chianciano Terme,con il Parco Fucoli e il Pala congressi, a sufficienti requisiti per ospitare il "CENTRO INTERNAZIONALE DEL TERMALISMO", sono convinto che dare vita a tale iniziativa, equivale a dare il via a un a serie di investimenti collaterali, con certezza posso affermare che in breve tempo riprenderebbero i lavori per la riattivazione di tre importanti alberghi fermi da diversi anni. Non sono in grado di sapere se i nostri dirigenti conoscono e se hanno avuto modo di visitare centri così definiti, al momento in Italia non mi risulta che ci siano, per questo è IMPORTANTE realizzarlo a Chianciano, Basta Volerlo, non è un problema Finanziario, MA SAREBBE LA CHIAVE DI SVOLTA PER RILANCIARE LA ECONOMIA DI CHIANCIANO E DEL COMPRENSORIO.

Con i migliori saluti
Tutti per la ripresa di Chianciano

canguasto ha detto...

Davvero lo Stato e le Regioni abbandoneranno le Società partecipate?
Segnalo La scetticismo di Oscar

PARTECIPATE PUBBLICHE: PROMESSA NON MANTENUTA
Nuovi segni di affievolimento del vento riformista. Si era visto subito con la capitolazione, appena formato il governo Gentiloni, del MIUR alle pretese sindacali: immediato consenso agli insegnanti messi in ruolo di chiedere subito l’avvicinamento a casa, invece di coprire per tre anni almeno le cattedre assegnate laddove mancano. E sI è visto poi, con l'attacco di Delrio a Padoan sulla quotazione in borsa di aziende pubbliche come FS, voluta e prevista in tutti i suoi particolari da Renzi ma ora attribuita a Padoan come cosa da bloccare. Ieri copione analogo e questa volta pressoché obbligato, perché di mezzo c’è stato il no degli italiani al referendum costituzionale del 4 dicembre, ergo le Regioni non hanno perso i poteri che Renzi voleva riaccentrare a palazzo Chigi. E la Corte Costituzionale aveva a maggior ragione sanzionato i decreti delegati della riforma della PA, per i quali il governo non aveva ricercato la previa intesa e i formali pareri elaborati dalla Conferenza Stato-Regioni.
Ieri dunque, in ottemperanza alla sanzione della Consulta, sono stati emendati rispetto al testo precedente i decreti della riforma Madia in materia di “furbetti del cartellino”, licenziamenti, responsabilità dei dirigenti e azioni disciplinari, nonché quello sulle società partecipate pubbliche. Decreti che ora riprenderanno l’iter parlamentare e in Conferenza-Regioni.
Ebbene, la frenata è evidente. Un terzo decreto sulla dirigenza sanitaria era per esempio atteso, ma è stato rinviato. Perché le Regioni a questo punto non si sognano proprio di farsi dettare dal governo centrale norme prescrittive e restrittive sulla sanità che resta la loro competenza prioritaria in termini di bilancio, mentre con la riforma costituzionale sarebbe stato largamente esteso il potere del ministero, oggi ridotto al finanziamento e alle strutture organizzative ma non tale da impedire a ogni Regione di darsi un suo modello di sanità diverso.
La prossima settimana è previsto poi il Testo Unico sui dipendenti pubblici: un codice fondamentale. Avrebbe dovuto indicare i criteri precisi per l’identificazione del salario di merito, le modalità di valutazione secondo metriche quantitative il più possibile concrete sia individualmente sia a livello di unità organizzativa. Ma il governo anche su questo ha già detto ai sindacati che si farà come da sempre loro chiedono: che la legge se ne occupi il meno possibile, perché loro la considerano norma contrattuale, da codefinire al tavolo delle trattative con l’ARAN comparto per comparto, e da cogestire a ogni livello nella sua applicazione.
Sappiamo tutti come finirà. La scusa è quella di superare la norma della riforma Brunetta che ne escludeva l’attribuzione al 25% dei meno meritevole dei dipendenti pubblici e la concentrava sul 25% di fascia più virtuosa. Un criterio meccanico poco condivisibile, certo. Ma almeno era volto programmaticamente a evitare il solito spalma-spalma generale tra tutti i dipendenti del salario di merito, indipendentemente da valutazioni vere di produttività ed efficienza: cioè la negazione della stessa idea del merito per tradurlo invece in aumento generale egualitario della retribuzione pubblica.
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canguasto ha detto...

Davvero lo Stato e le Regioni abbandoneranno le Società partecipate?
Segnalo La scetticismo di Oscar

PARTECIPATE PUBBLICHE: PROMESSA NON MANTENUTA
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Quanto al licenziamento disciplinare, rispetto al decreto legislativo precedente non cambia quasi nulla. Quarantotto ore per la sospensione e 30 giorni per il licenziamento dei furbetti conclamati, possibilità fino al licenziamento anche per il dirigente che si voltava dall’altra parte, facoltà per la Corte dei Conti di chiedere i danni d’immagine ai licenziati. Va detto con chiarezza: sono norme che non modificano poi sostanzialmente quelle pre-esistenti dal 2001 e modificate già nel 2009. Anche con quelle si poteva licenziare, sia pur con un termine più lungo dell’azione disciplinare. L’eventuale differenza si vedrà nei fatti. Se davvero qualcuno incalzerà dall’alto Enti Locali e PA a intervenire con rigore, oppure se continuerà l’andazzo attuale, che vede intervenire ormai stabilmente le procure e la polizia giudiziaria e quasi mai i dirigenti della PA. Vedere per credere, dunque. Ma finora gli oltre 20 clamorosi casi in tutta Italia di intervento delle procure per assenteismo di massa in Asl e Comuni successivi al primo decreto Madia non fanno proprio ritenere che la PA sia scossa da timori verso l’efficacia di queste nuove norme.
Infine, le partecipate pubbliche. Che davvero scendano da 9 mila a mille come era l’obiettivo del commissario alla spending review, il defenestrato Cottarelli, è davvero difficile crederlo. I criteri di deroga alle norme nazionali da parte delle partecipate regionali, per esempio, sono ammessi con semplice provvedimento da parte del presidente di ogni Regione. Né è prevista alcuna davvero efficace sanzione per chi non dovesse rispettare i nuovi principi affermati. La logica dell’amministratore unico inizialmente prevista è stata infranta. I termini della prima ricognizione generale, di quante siano davvero le società di diverso tipo partecipate localmente, sono stati protratti a fine giugno: ma bassa voce tutti dicono che non verranno rispettati.
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canguasto ha detto...

Davvero lo Stato e le Regioni abbandoneranno le Società partecipate?
Segnalo La scetticismo di Oscar

PARTECIPATE PUBBLICHE: PROMESSA NON MANTENUTA
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Perché da anni l’obbligo di comunicazione al MEF era già vigente, e non rispettato da migliaia degli oltre 10mila enti e soggetti pubblici italiani a cui stava in capo. Da ciò discende infatti che non sappiamo quante siano davvero, le partecipate pubbliche. Nei diversi data center pubblici si va da 7 mila a oltre 10mila, perché nessuno conosce davvero la giungla di partecipate di secondo e terzo grado. Per l’Istat nel 2014 erano 9.867 con 846.383 addetti, ma solo 6927 di esse risultavo davvero attive e con 810.405 addetti. Già questo dato dovrebbe farvi riflettere: implica che 36mila dipendenti erano al 2014 occupati e pagati ma praticamente senza nulla da fare oltre gli obblighi interni amministrativi. Delle società attive, 2979 erano srl, 2231 spa, 1364 società consortili. 202 cooperative e 151 tra enti pubblici economici, aziende speciali e aziende di servizi. Vedremo davvero entro un paio d’anni quanto la tanto sbandierata scure di liquidazioni e cessioni fosse solo una leggenda per acchiappar titoli di giornali.
Mi limito a fare un solo esempio, a favore dello scetticismo: l’ATAC di Roma, da molti anni in perdita per centinaia di milioni ogni anno, rientrava sin dall’inizio nella nuova definizione per cui dopo tre anni di perdite scattava una procedure del MEF per verificare gli estremi del commissariamento, cessione o liquidazione. Ma alla giunta capitolina pentastellata è bastato far approvare una mozione in Consiglio per escludere ogni volontà di adire davvero una strada di quel genere: “giù le mani dall’ATAC”, e tutti i partiti d’accordo… E dire che Cottarelli si disse stracerto che si potevano risparmiare almeno 2 miliardi, agendo con criteri fermi e concreti per disboscare il socialismo municipale in perdita in cui i partiti trafficano incessantemente. Non vi sfugga che dal decreto di ieri restano esclusi i nuovi requisiti di onorabilità per gli amministratori: sui quali ovviamente gli Enti Locali hanno preteso e ottenuto una concertazione diretta prima di ogni ridefinizione. E ne capirete bene il perché, visto che si tratta sempre di nominati dai partiti, e spessissimo di politici trombati.

Repubblica.it ha detto...

Sos partecipate, 1 società su 4 ha i conti in rosso: deficit di 50 milioni

Su 549 sono 134 quelle in perdita. La maglia nera va alle terme. Bugli: avanti con le dismissioni

AI PRIMI vagiti del governo Renzi sembrava un imperativo da realizzare alla svelta, in ossequio alla spending review: via gli enti pubblici dalle partecipazioni societarie non strategiche. Quello che doveva essere un blitz si è trasformato in un lento processo di riforma che venerdì ha fatto un altro passetto indietro rispetto ai propositi iniziali: per le partecipate non ci sarà più l'obbligo di nominare un amministratore unico al posto dei cda di tre o cinque membri, decideranno liberamente le società interessate. E così dai cassetti di chi segue il dossier affiora l'impietosa fotografia della "foresta" delle partecipazioni pubbliche in Toscana fatta per l'allora commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Una su quattro in rosso. Su 549 in totale, 78 non hanno comunicato i conti. E le 134 in perdita sommano un deficit complessivo di 50 milioni su un fatturato di poco inferiore di 660 milioni di euro.

GUARDA LA TABELLA

Il "buco nero" delle passività nella tabella è diffuso soprattutto tra enti fieristici, aeroporti e società termali che fanno l'en plen: otto su otto società partecipate dal pubblico nel campo dei paradisi toscani del benessere hanno i bilanci in rosso. E una di loro, la Stb (Società delle terme e del benessere srl) — oggi in liquidazione, controllata dalla famiglia pratese Gualtieri che in passato ha sviluppato progetti di grande importanza che oggi vivono di vita propria come quelli di Fonteverde a San Casciano dei Bagni e Grotta Giusti a Monsummano — nella tabella risulta in testa alla classifica per valore assoluto del deficit: a fronte di 3,6 milioni di fatturato, 8,9 milioni di perdite (-244,27% in rapporto al fatturato). Nella compagine societaria di Stb risultano avere una partecipazione minoritaria i Comuni di San Casciano dei Bagni (2,8%), Montepulciano (0,45%), Chiusi (0,30%), Chianciano (0,24%) e Sarteano (0,14%). Ma nella top twenty delle maggiori perdite, nella tabella ci sono altri quattro società partecipate dai Comuni e legate ad attività termali, da Chianciano a San Giuliano e Casciana che sommano perdite complessive per oltre 4 milioni. Nelle parti alti della classifica la Bcc di Pistoia (terza con 5,5 milioni di perdite), Fidi Toscana (quinta con 2,3 milioni) e Firenze Fiera (-1,7 milioni) che però ora è tornata in utile.

Il quadro andrà probabilmente aggiornato, ma il trend non sembra positivo. La fotografia più aggiornata sullo stato dell'arte è stata pubblicata a settembre dalla sezione autonoma della Corte dei Conti, per la quale in soli due anni tra 2012 e 2014, le perdite complessive delle partecipate toscane sono raddoppiate. Nelle settimane scorse, l'assessore regionale alla presidenza e al bilancio, Vittorio Bugli, ha annunciato di voler completare nel 2017 la dismissione della società non strategiche, per passare a 10 partecipazioni
da un numero di 23 che nel 2014 hanno generato perdite per 3,38 milioni, bilanciati da 863mila euro di utili e un disavanzo finale di 2,5 (il rosso viene dalle società termali di Montecatini e Chianciano, da quelle fieristiche di Arezzo e Carrara, dall'Interporto Vespucci e Fidi Toscana).

Meno colpite le grandi utility di acqua, energia, gas, rifiuti, trasporti, parcheggi, farmacie, case popolari. Delle circa 150 associate a Cispel circa il 10% risulta in perdita.

Anonimo ha detto...

il problema della partecipate e che da sempre sono strumento politico di voto di scambio. a nessuno interessa la gestione economica ma solo la gestione politica.
la partecipate andrebbero vietate per legge: o lo stato gestisce con un ente pubblico o cede tutto ai privati... altrimenti abbiamo solo il famiggerato "mondo di mezzo"...

Anonimo ha detto...

Sai come si applica il famoso 25 25 50 di Brunetta nel pubblico impiego: chi è ben agganciato cucca ancora più soldi alla faccia di chi lavora, ma se non ha padrini va di filato nel 25 che vede decurtato lo stipendio. Come al solito meritocrazia pura! Meglio lasciar perdere tanto non si risparmia ma si rigirano i soldi ai soliti noti.