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venerdì 10 luglio 2015

Chianciano De-Stagionalizzata…

Grafico Variazioni presenze Turistiche in percentuale nei Comuni Toscani dal 2000 al 2014 (fonte IRPET)

Per anni siamo stati alla ricerca della destagionalizzazione della nostra economia, le Associazioni di Categoria hanno sempre sostenuto questo, le Amministrazioni idem, alla luce dei dati attuali possiamo dire che ce l’abbiamo fatta, abbiamo talmente de-stagionalizzato che la “Stagione” in questo 2015 sembra neanche essere partita, la crisi di Chianciano Terme e del Termalismo in genere è sempre più forte, come segnalato in questo articolo del Tirreno di pochi giorni fa.
Luglio, il periodo di Ferragosto e Settembre erano un tempo i mesi di punta a Chianciano, adesso sono  ridotti a mesi di transizione, come altri momenti durante l'anno, frequentati dai gruppi, spesso low cost, veri ed unici clienti della nostra cittadina.
I vari tentativi fatti dall’Amministrazione di sponsorizzare eventi e forme di intrattenimento, (nel sondaggio a fianco a destra potete votare quale giudicate migliore) non sembrano dare i frutti sperati, anche perchè non sono essi stessi motivi di attrazione, necessitando di un flusso turistico strutturale già presente per altri motivi. Le aziende stanziali sempre più in difficoltà economiche, riducono personale e servizi e questa contrazione, insieme all’immagine decadente delle vetrine e delle strutture chiuse sta facendo sprofondare Chianciano nella sua stagione “speriamo” più critica.
Eppure, secondo i dati IRPET, la Toscana quest’anno è in forte crescita, specialmente sul mercato interno, anche i dati ISTAT parlano di timida ripresa per l’Italia, ma se guardiamo nel dettaglio il termalismo è ancora posto tra i settori in crisi all’interno  del sistema Toscana e questo è il riferimento che troviamo su Chianciano Terme:

“Un’analisi territorialmente più fine mette in evidenza in effetti come siano proprio le aree turistiche balneari più mature come Massa e la Versilia le più caratterizzate da questa tipologia ricettiva “residuale”. Il rischio naturalmente è che il sistema si avviti su se stesso, ovvero che rinunci ad investire nel rinnovamento delle strutture di accoglienza per mancanza di domanda sufficiente a garantire la redditività dell‟investimento. Sembra, questo, proprio il caso delle principali località termali della regione e in particolare di Chianciano, dove un patrimonio alberghiero impressionante ma ormai “datato” non riesce ad essere adeguatamente ristrutturato per mancanza di una domanda sufficiente a garantirne una adeguato tasso di occupazione e la rimuneratività.”

Sicuramente nel tempo non ci siamo mossi nella direzione giusta, e questa Amministrazione sta effettuando tentativi spot, probabilmente effimeri e senza una linea programmatica ben precisa. Forse è arrivata l’ora delle scelte, per cercare di fare una vera programmazione e per cominciare a dettare una linea da seguire per il RILANCIO ECONOMICO di Chianciano Terme, con meno aperitivi, ma lavorando in maniera seria sui temi importanti ed informando bene i cittadini.

Saluti,


Valtubo