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Prendendo spunto dal comunicato di Federalberghi Chianciano Terme – Associazione Albergatori, dove si prospetta l'imposizione di una nuova tassa da parte del Comune di Chianciano Terme in uno "stato di crisi":
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| Fonte il web |
Che la situazione del paziente Chianciano sia gravissima non è più una diagnosi dei solo operatori turistici e commerciali. La Regione, la Provincia ed il Comune hanno espresso un parere clinico molto netto, che si sintetizza nelle parole “Richiesta dello stato di CRISI”. L’augurio che possiamo farci è che anche il Primario, nel caso in questione il Ministero dello Sviluppo Economico, condivida la diagnosi ed appronti in tempi rapidi un protocollo di cure serio ed efficace.
La tassa di soggiorno sarebbe una tossina che, una volta entrata in circolo, le nostre aziende non sarebbero in grado di smaltire. Questo per una ragione molto semplice: sul mercato, il prodotto “Chianciano”, da venti anni ad oggi, non funziona. Il turismo termale tradizionale è ormai ridotto solo a circa un terzo delle presenze totali, il congressuale si è ridotto in modo preoccupante ed il segmento del benessere è numericamente tuttora esiguo. Oltre il 50% delle presenze di Chianciano è mediata da tour-operator nazionali ed internazionali.
Questa grande difficoltà del prodotto Chianciano porta come logica ed immediata conseguenza che gli operatori hanno uno scarso, se non inesistente, potere contrattuale nei confronti sia della clientela individuale, sia di quella mediata da tour-operetor od agenzie.
Questo implica che per gli albergatori sarebbe quasi impossibile applicare la tassa di soggiorno senza averne un danno diretto. Perché nella ipotesi più realistica il cliente chiederà di scontare l’importo dalla tassa di soggiorno dal proprio conto, ed il tour operator chiederà di ridurre i prezzi dei contratti e di considerare la tassa di soggiorno una sorta di costo occulto a carico dell’albergo se questi vuole rinnovare il contratto per gli anni successivi.
Gli alberghi siti in città come Siena, Roma, Venezia, Firenze invece hanno un grande potere contrattuale perché il loro prodotto è forte e competitivo sul mercato. Possono quindi con relativa semplicità far assorbire al mercato il costo della tassa di soggiorno, senza danneggiare in maniera irreparabile le proprie aziende. E che Chianciano non sia né Roma né Firenze, ci sembra auto-evidente.
Un terreno di confronto possibile invece potrebbe essere quello di una tassa di scopo non basata sulle presenze turistiche, una tassa alla quale tutte le categorie economiche dovrebbero contribuire, finalizzata alla riqualificazione delle aziende stesse, nonché al miglioramento dell’offerta turistica di Chianciano Terme nel suo complesso.
Federalberghi Chianciano Terme – Associazione Albergatori
Cosa ne pensate? Favorevoli o contrari? ed eventualmente come usare i proventi di tale tassazione?
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