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venerdì 11 settembre 2020

Chianciano trova la differenza?

 


Alcuni giorni fa Selvaggia Lucarelli ha pubblicato un post di M. su Chianciano Terme, per motivi politici che a noi in questo caso poco interessano, ma che descrivono una Chianciano Terme retrò.
La cosa che mi ha colpito è l'elogio con condivisione fatto dai nostri amministratori, l'immagine che ne esce di Chianciano non è positiva, può essere al limite accettabile in periodo di covid, ma totalmente negativa per quando torneremo alla normalità, infatti se confrontiamo il post con alcune recensioni con 2 pallini, quindi scarso, prese a caso da tripadvisor trovatemi la differenza. 
L'unico aspetto positivo della storia sta nel fatto che se guardiamo molti commenti arrivati nel profilo della Lucarelli, quelli che sono stati a Chianciano elogiano gli albergatori per la cura del cliente che hanno. 
I nostri amministratori dovrebbero ragionare meglio su quello che dice un post e, invece di condividerlo solo perchè pubblicato da un personaggio famoso, sull'immagine che ne esce e magari studiare strumenti da mettere a disposizione delle imprese per cambiare e migliorare la situazione. 

Ecco il post della Lucarelli e sotto 2 recensioni di tripadivsor trovate la differenza...... 


Selvaggia Lucarelli


Ricevo questa cosa di una bellezza assoluta:

Chianciano terme, un giorno qualunque di un’estate al tempo di Covid. Un albergo qualsiasi, in un posto qualsiasi, immerso nel verde. Gestione famigliare, arredi tardo anni '70 con le piastrelle verde salvia nel bagno e i copriletto bordeaux.

Alla reception un signore distinto, elegante nei modi, gli occhiali appesi con la catenella, di quelli che ti chiamano preoccupati per chiederti se ce la fai ad arrivare in tempo perché la cena è alle otto.

In sala la moglie, presumibilmente. Di quelle signore calde nei toni, materne nei modi, che chiama il bambino tesoro, mentre si ricorda del suo di bimbo, al tempo che fu. E la cena, che parla schiettamente toscano, si ordina il giorno prima, per prepararsi, per non sprecare niente. Nelle stanze anni '80 si è infiltrata prepotentemente la modernità.

Il televisore piatto, il climatizzatore, il wi-fi. Ma le prese sono ancora quelle color oro di una volta, con gli interruttori fuori dal bagno per accendere la luce con lampadina a bulbo. Una casa praticamente.

E poi è venuto il Covid. Le mascherine, il gel. Il termoscanner all'ingresso. La chiave da riconsegnare ogni volta perché ogni volta va sanificata. La bustina di plastica pazientemente avvolta ad ogni telecomando. La biancheria della sala cambiata ad ogni pasto. Le abitudini consolidate da anni di onorata e onesta gestione stravolte per sempre. Fuori, sul portico, alcune anziane coppie a godersi il fresco, ma a bestemmiare il caldo che fa sotto la mascherina. Qualcuno mette Modugno su youtube del telefonino, e gli altri tutti a portare il ritmo con la testa e gli occhi chiusi. Da qualche altra parte d'Italia invece c'è Briatore. Gallipoli e il samsara. Le folle, gli abbracci e i selfie spudorati. Le parole arroganti, la riccanza.

Ecco, stasera penso a questi due signori e al loro albergo tranquillo immerso nella Toscana e allo sforzo immenso che nel mezzo del cammino della loro placida quotidianità, hanno dovuto fare. E non mi é difficile capire da quale parte dello stivale mi piace stare. L'Italia che resiste, come sempre, nonostante tutto.

M.

È una descrizione così perfetta che è sembrato di essere lì con te. E con l’Italia migliore.


Per chi ama il vintage

Dall'arredamento sembra di tornare indietro agli anni 60-70. La hall e la zona relax vicino al bar hanno tavoli, sedie e divani di colori spenti, tendenti al beige con degli sprazzi di rosso qua e là. Imperdibili le credenze e le vetrinette con dentro i soprammobili che fanno tanto "casa della nonna". Ma il pezzo forte, dove non può mancare un selfie in bianco e nero, è la cabina telefonica con dentro un telefono grigio a disco!

Tavoli e sedie del ristorante sono apparecchiati come se vi si dovesse svolgere un pranzo di nozze un tantino kitsch. Gli specchi tutto intorno alle colonne forniscono visuali inaspettate. Il menu offerto al nostro gruppo organizzato era comunque molto buono ed il cibo abbondante.
Le porte delle camere hanno ancora la serratura a scatto singolo con una chiave normalissima, probabilmente con una spallata si riesce ad aprirle. La carta da parati a fantasia fa bella mostra di sé intorno ai letti. Il bagno è strettissimo e tutto è studiato al centimetro. La pulizia generale è buona.


Back to the future

Non buon rapporto qualità/prezzo per un Hotel che ha ben poco di un X stelle.
Gli arredi, la moquette, le suppellettili e le caratteristiche delle stanze hanno un sapore anni '70-80. Il valore aggiunto è rappresentato dal personale che è veramente cortese e accogliente. Colazione di sufficiente qualità e quantità (ma non da X stelle). La pulizia è buona.


Saluti,


Valtubo