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martedì 22 luglio 2014

PD di Chianciano, dimissioni o no?


Video canale valtuboblog su youtube

Nel video potete ascoltare come Juri Bettollini, responsabile per gli Enti Locali del PD per la Provincia, chiede in maniera netta le dimissioni del Direttivo del Partito Democratico di Chianciano Terme, perché non ha più niente da dare, come già avvenuto per i Direttivi del PD di Piancastagnaio e Colle, dove il Partito Democratico è uscito sconfitto alle ultime elezioni.
Tra l’altro il PD Chiancianese finita la campagna elettorale è praticamente sparito, opposizione nulla, non c’è più stata un’azione, un comunicato, un qualche cenno di lotta, sembra sempre più un partito allo sbando, privo di guida, annichilito dalla sconfitta, incapace di reagire o di dire una qualunque cosa anche di fronte all’attuale immobilismo della nuova Amministrazione, la quale si giustifica con la scusa di essere appena all’inizio e che devono imparare e capire molte cose, ma che di fatto a parte i proclami, non ha ancora praticamente preso una sola decisione o fatto qualcosa di concreto.

Saluti,

Valtubo

giovedì 5 giugno 2014

Chianciano PD nuova assemblea vecchi personaggi, Puntoeacapo alla prova dei fatti!


Assemblea PD martedi 03.06.2014 fonte Facebook
Passati 10 giorni dall’election day che ha stravolto la politica chiancianese è tempo di bilanci, il PD di Chianciano Terme ha indetto martedi un’assemblea per l’analisi e le valutazioni della sconfitta elettorale, la partecipazione degli iscritti è stata notevole, ma non ha portato ad alcuna sostanziale novità.
Infatti mentre a Piancastagnaio il PD locale ha deciso, coerentemente e correttamente secondo me, visto il risultato straordinario del voto alle europee e dopo la sconfitta elettorale, li tra l’altro per pochissimi voti,  in ambito comunale, di dimettersi, quello chiancianese è rimasto al proprio posto.
Sempre sotto controllo dei due “reggenti”, in una situazione che sfiora la comicità di commissariamento non manifesto, nella serata la colpa della sconfitta è ricaduta secondo molti sulla gestione Ferranti, qualcuno sulla lista dei candidati, ma nessuno ha messo praticamente in discussione Monica Sanchini chi? il direttivo e la linea del partito.
Già nel  2012 fu chiaro che la gestione dell’amministrazione comunale da parte di Gabriella Ferranti era fallimentare: mancanza d’iniziativa, mancanza di coinvolgimento dell’opinione pubblica, mancanza di progetti. Peraltro la Ferranti aveva vinto per la poca presa del candidato del Centrodestra Guidi e per una lista di destra apparsa all’ultimo momento. “Ci avete lasciato soli, il partito ci ha abbandonato” si sono lamentati Claudio Rossi e Marco Rossi.
Al tempo stesso era fallimentare la gestione del partito da parte di Massimo Rondoni: incapacità a influire sull’amministrazione comunale, incapacità a promuovere vita e partecipazione nel partito, incapacità a coinvolgere gli iscritti.
Nella seconda metà del 2012 Rondoni dette le dimissioni motivandole anche con la richiesta di quelle del sindaco Ferranti. Era una mossa giusta che aveva però due vizi di fondo: da una parte la Federazione sembrava paralizzata; dall’altra Rondoni continuava di fatto a gestire il partito.  Inatanto continuavano a dimettersi assessori e anche il capogruppo Francesco Frizzi.
Era chiaro che il sindaco doveva dimettersi per dare un’indicazione forte: il partito non si riconosceva più nel sindaco ma voleva e poteva gestire il cambio. Ma la Federazione non ebbe la geniale idea di inviare due reggenti che dovevano gestire le dimissioni di Rondoni e la richiesta di quelle del sindaco e anche farsi un’idea della situazione generale. Di fatto puntellarono il sindaco Ferranti e le permisero di rimanere anche se la richiesta di dimissioni era venuta con forza da più parti e dall’opinione pubblica. Di fronte all’ipotesi di rafforzare la giunta;  decisero di mandare prima Moreno Periccioli che si dimostrò incompatibile poi Silvana Micheli. Come ha detto Fregoli in assemblea martedì “E’ stato così certificato che noi chiancianesi non siamo in grado di governarci”
Al momento della proposizione della candidatura a sindaco l’unica possibilità, tramontato Claudio Pieri era di candidare Anna Duchini  in subordine Grazia Torelli; comunque spuntò come d’incanto la candidatura di Massimo Rondoni opposto alle primarie a Licia Rossi.
Una scelta fallimentare con un partito sempre più criticato per la gestione Ferranti e sempre più distante dai pochi iscritti, il PD chiancianese continua a rimanere “Renzianiano”, Renziano a parole ma Bersaniano nei fatti, senza tentare quella via di rinnovamento che tanto successo ha portato al PD a livello nazionale ed anche locale, esempio più vicino Chiusi.
Vignetta su nuova Giunta a Chianciano Terme
Dunque Chianciano Terme, che ha scelto il cambiamento, si ritrova alla guida una formazione civica, Puntoeacapo, che deve dimostrare ora nei fatti la discontinuità con le Amministrazioni precedenti, e che comincia a trovare i primi intoppi creati da un sistema non più sorretto dal partito di riferimento che copriva le magagne, ed un PD sempre più in difficoltà, che deve imparare come si fa opposizione ed incapace, pur dopo una batosta elettorale e numerica pesante, di cambiare realmente nei fatti, nelle persone e nel metodo.

Saluti,

Valtubo