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| Il Sindaco Gabriella Ferranti (Fonte il web) |
Gabriella Ferranti non si ricandida, eppure nel recente sondaggio del blog il Ferranti bis era il favorito con il 39% delle preferenze, chi sarà il prossimo candidato del PD Chiancianese? In giro circolano molti nomi, Licia Rossi, Fulvia Mazzuoli, Anna Duchini e Paccagnini, ma la favorita alla corsa appare Grazia Torelli ecco l'articolo apparso oggi sul Corriere di Siena dove dichiara la volontà di non ricandidarsi:
“Lo avevo detto pubblicamente al momento della mia elezione e lo ribadisco adesso: non farò un secondo mandato. Non mi ricandido”. Gabriella Ferranti pone la parola fine su un interrogativo che in tanti, a Chianciano e non solo, si erano posti nelle ultime settimane e negli ultimi mesi. A quanto pare la decisione della sindaca è maturata da tempo. Non sarebbe dovuta, quindi, alle divisioni interne che si sono registrate negli anni del suo mandato e neppure alle proteste scoppiate in città, alcune delle quali plateali, come i lenzuoli con su scritto “Ferranti vattene” esposti a Chianciano nei giorni in cui al Palamontepaschi si stava tenendo il convegno nazionale dell’Udc. La notizia che pubblichiamo sul Corriere di Siena era stata tuttavia anticipata in maniera eccellente. Era stato Pierferdinando Casini a bruciarci sul tempo. Sì, proprio il leader del partito di centro ed ex presidente della Camera dei deputati. Lo aveva fatto proprio nei giorni del convegno del suo partito, svoltosi nella città della Valdichiana, dicendo una frase davanti alla platea. “Visto che il prossimo anno non sarà più sindaco – aveva detto Casini – inviteremo Gabriella Ferranti a fare da moderatrice ad un dibattito del nostro partito qui a Chianciano”. I chiancianesi presenti in sala erano rimasti di sasso, sbigottiti: in molti si erano guardati l’uno con l’altro per capire se si trattasse di una battuta, se Casini stava scherzando. No, non stava scherzando. Era stata la stessa Ferranti a comunicargli in precedenza la volontà di non ricandidarsi. Oggi la sindaca sembra ferma nella sua decisione. Ci spiega che il suo gesto non va inteso come un segno di debolezza: “Quando hanno chiesto le mie dimissioni – ci dice – ho deciso di non rassegnarle perché il commissariamento sarebbe stata una situazione ancora peggiore per Chianciano. L’attività amministrativa si sarebbe fermata per un anno, e questo la città non può permetterselo. Ma ho sempre pensato, sin dall’inizio del mio mandato, che avrei fatto il sindaco per cinque anni, non di più”. E cosa farà adesso il Pd? “Questo non deve chiederlo a me – ci risponde -. Il partito deciderà quale strada seguire in futuro”.Il Pd ci penserà e ci rifletterà il centrosinistra di una città dove incombono il “pericolo” Grillo e una lista civica.
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Valtubo