La trattativa di vendita delle Terme di Chianciano sta attraversando una fase critica di impasse, infatti a fine gennaio doveva iniziare l'operazione vera e propria con i proprietari delle quote che cedevano la loro prelazione.
Purtroppo una delle socie, Villa Maria, non ha ceduto la sua prelazione ed ha costretto l'allungamento dei tempi fino al massimo consentito dagli obblighi di legge cioè al 21 febbraio, ciò comporta che l'acquisto delle quote MPS da parte di Caputi per ora non possa avvenire e lui resti a guardare, intanto la liquidità della società delle Terme, che già era in difficoltà con i fornitori in questo mese di gennaio rischia di saltare con gli stipendi per i dipendenti di febbraio.
La Regione Toscana ha offerto di ridurre la propria rata dell'affitto, ma questo non aiuta la liquidità di cassa.
Dunque si rischia di arrivare alla data del 21 febbraio con la gestione sull'orlo del fallimento e se ci fosse un qualunque intoppo, il risultato sarebbe Terme chiuse e libri in tribunale.
Per l'economia sarebbe l'ennesimo colpo di grazia.
Saluti,
Valtubo







