Alcuni giorni fa Selvaggia Lucarelli ha pubblicato un post di M. su Chianciano Terme, per motivi politici che a noi in questo caso poco interessano, ma che descrivono una Chianciano Terme retrò.
La cosa che mi ha colpito è l'elogio con condivisione fatto dai nostri amministratori, l'immagine che ne esce di Chianciano non è positiva, può essere al limite accettabile in periodo di covid, ma totalmente negativa per quando torneremo alla normalità, infatti se confrontiamo il post con alcune recensioni con 2 pallini, quindi scarso, prese a caso da tripadvisor trovatemi la differenza.
L'unico aspetto positivo della storia sta nel fatto che se guardiamo molti commenti arrivati nel profilo della Lucarelli, quelli che sono stati a Chianciano elogiano gli albergatori per la cura del cliente che hanno.
I nostri amministratori dovrebbero ragionare meglio su quello che dice un post e, invece di condividerlo solo perchè pubblicato da un personaggio famoso, sull'immagine che ne esce e magari studiare strumenti da mettere a disposizione delle imprese per cambiare e migliorare la situazione.
Ecco il post della Lucarelli e sotto 2 recensioni di tripadivsor trovate la differenza......
Selvaggia Lucarelli
Ricevo questa cosa di una bellezza assoluta:
Chianciano terme, un giorno qualunque di
un’estate al tempo di Covid. Un albergo qualsiasi, in un posto
qualsiasi, immerso nel verde. Gestione famigliare, arredi tardo anni
'70 con le piastrelle verde salvia nel bagno e i copriletto bordeaux.
Alla reception un signore distinto, elegante nei
modi, gli occhiali appesi con la catenella, di quelli che ti chiamano
preoccupati per chiederti se ce la fai ad arrivare in tempo perché
la cena è alle otto.
In sala la moglie, presumibilmente. Di quelle
signore calde nei toni, materne nei modi, che chiama il bambino
tesoro, mentre si ricorda del suo di bimbo, al tempo che fu. E la
cena, che parla schiettamente toscano, si ordina il giorno prima, per
prepararsi, per non sprecare niente. Nelle stanze anni '80 si è
infiltrata prepotentemente la modernità.
Il televisore piatto, il climatizzatore, il
wi-fi. Ma le prese sono ancora quelle color oro di una volta, con gli
interruttori fuori dal bagno per accendere la luce con lampadina a
bulbo. Una casa praticamente.
E poi è venuto il Covid. Le mascherine, il gel.
Il termoscanner all'ingresso. La chiave da riconsegnare ogni volta
perché ogni volta va sanificata. La bustina di plastica
pazientemente avvolta ad ogni telecomando. La biancheria della sala
cambiata ad ogni pasto. Le abitudini consolidate da anni di onorata e
onesta gestione stravolte per sempre. Fuori, sul portico, alcune
anziane coppie a godersi il fresco, ma a bestemmiare il caldo che fa
sotto la mascherina. Qualcuno mette Modugno su youtube del
telefonino, e gli altri tutti a portare il ritmo con la testa e gli
occhi chiusi. Da qualche altra parte d'Italia invece c'è Briatore.
Gallipoli e il samsara. Le folle, gli abbracci e i selfie spudorati.
Le parole arroganti, la riccanza.
Ecco, stasera penso a questi due signori e al
loro albergo tranquillo immerso nella Toscana e allo sforzo immenso
che nel mezzo del cammino della loro placida quotidianità, hanno
dovuto fare. E non mi é difficile capire da quale parte dello
stivale mi piace stare. L'Italia che resiste, come sempre, nonostante
tutto.
M.
È una descrizione così perfetta che è sembrato
di essere lì con te. E con l’Italia migliore.
Per chi ama il
vintage
Dall'arredamento
sembra di tornare indietro agli anni 60-70. La hall e la zona relax
vicino al bar hanno tavoli, sedie e divani di colori spenti, tendenti
al beige con degli sprazzi di rosso qua e là. Imperdibili le
credenze e le vetrinette con dentro i soprammobili che fanno tanto
"casa della nonna". Ma il pezzo forte, dove non può
mancare un selfie in bianco e nero, è la cabina telefonica con
dentro un telefono grigio a disco!
Tavoli e sedie del
ristorante sono apparecchiati come se vi si dovesse svolgere un
pranzo di nozze un tantino kitsch. Gli specchi tutto intorno alle
colonne forniscono visuali inaspettate. Il menu offerto al nostro
gruppo organizzato era comunque molto buono ed il cibo abbondante.
Le
porte delle camere hanno ancora la serratura a scatto singolo con una
chiave normalissima, probabilmente con una spallata si riesce ad
aprirle. La carta da parati a fantasia fa bella mostra di sé intorno
ai letti. Il bagno è strettissimo e tutto è studiato al centimetro.
La pulizia generale è buona.
Back to the future
Non buon rapporto
qualità/prezzo per un Hotel che ha ben poco di un X stelle.
Gli
arredi, la moquette, le suppellettili e le caratteristiche delle
stanze hanno un sapore anni '70-80. Il valore aggiunto è
rappresentato dal personale che è veramente cortese e accogliente.
Colazione di sufficiente qualità e quantità (ma non da X stelle).
La pulizia è buona.
Saluti,
Valtubo